15 settembre 2015 | 18:03

Tutela del diritto d’autore e un forte contributo per risolvere la crisi del Salone del libro: le priorità di Federico Motta, nuovo presidente Aie

Eletto questa mattina dall’assemblea degli editori presidente dell’Aie, Federico Motta anticipa a Prima quali considera le priorità del suo mandato. Si parte dalla strettissima attualità: la crisi del Salone del libro di Torino e il rosso di bilancio della Fondazione che lo gestisce, della quale l’Associazione italiana editori è uno dei soci fondatori. “Sono sicuro che potremo dare un importante contributo, non solo perché siamo gli attori del Salone del Libro.

Federico Motta

Penso a un contributo intellettuale, organizzativo e gestionale, con modalità su cui ci confronteremo al nostro interno già nei prossimi giorni”, spiega Motta. Nel Cda della Fondazione attualmente il rappresentante dell’Aie è Marco Polillo, presidente dell’associazione negli ultimi sei anni. Motta ne prenderà il posto? “A rappresentare l’Aie nel Cda della Fondazione non è automaticamente il presidente”, risponde. “La vera questione è un’altra, e cioè come l’Aie si pone di fronte al problema. Ci vuole una visione nazionale, perché indubbiamente esiste un problema di crisi del settore fieristico del libro. E visione nazionale significa anche valutare se sia opportuno mettere in rete queste manifestazioni, sostendendole con una puntuale politica di promozione del libro e della lettura. La dispersione non sempre è fautrice di risultati”.
In generale, Federico Motta considera la priorità del suo mandato la tutela del diritto d’autore. “Rimane una delle colonne della nostra attività, non solo come tutela dell’interesse economico di un settore”, precisa. “È necessario portare avanti questa battaglia anche come valore sociale, bisogna capire che il mancato rispetto del diritto d’autore comporta una distruzione di valore economico, sociale, culturale. E sottolineo culturale perché molte persone ancora non si rendono conto che il lavoro dell’editore è l’aspetto fondamentale per quanto riguarda la credibilità dei contenuti e la competenza”.
Sul rapporto con le istituzioni e il mondo della politica Motta conferma l’attuale linea di condotta dell’Aie: “Il ruolo dell’associazione non è solo di rappresentanza sindacale, c’è anche un ruolo istituzionale che abbiamo sempre sentito intensamente”, sottolinea. “Ultimamente si parla molto di nuova politica, e ci piacerebbe vederla anche nei fatti. Ma ai politici non abbiamo nulla da chiedere, perché siamo parte attiva della società e dello sviluppo del Paese. Quindi continueremo a contribuire con il nostro lavoro, con idee, proposte e iniziative anche di carattere legislativo che giudicheremo necessario portare avanti”
Un impegno che secondo Federico Motta gli editori non devono comunque portare avanti da soli. “Bisogna cominciare a pensare in modo diverso e a ripensare, con generosità, anche ai rapporti con gli altri attori della filiera, dai librai, alle catene di librerie ai bibliotecari”, conclude.