17 settembre 2015 | 15:58

Tolti dalla blacklist delle persone bandite dall’Ucraina i nomi di 6 giornalisti. Dopo le proteste internazionali marcia indietro del presidente Poroshenko

Ha scatenato un’ondata di reazioni la nuova stretta del governo di Kiev contro la Russia, accusata di ingerenza nelle tensioni tra il governo centrale di Kiev e i ribelli filorussi nella regione orientale di Donbass. Con un decreto firmato nei giorni scorsi dal presidente Poroshenko sono state infatti adottate ulteriori misure restrittive che sono andate a colpire più di 90 entità, soprattutto società russe, e quasi 400 persone.

Petro Poroshenko (foto Olycom)

Tra i nomi, pubblicati mercoledì sera in una lista apparsa sul sito della presidenza Ucraiana, figurano anche quelli di 34 giornalisti e 7 blogger stranieri, provenienti da vari paesi, europei e non solo (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Israele, Kazakistan, Lettonia, Macedonia, Moldova, Polonia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna, Germania e Russia), che verranno banditi dal paese per un anno.

Tra i nominativi russi spiacca quello del direttore generale dell’agenzia di stampa internazionale ‘Rossiya Segodnya’, Dmitry Kiselev che ha definito la lista l’”epitaffio” di uno stato “che sta affondando”. Dmitry Peskov, addetto stampa del presidente russo, nel commento riportato sul sito Sputniknews.com, ha parlato di una violazione  del “principio della libertà di parola e di espressione”. Dalla Germania gli ha fatto eco Hendrik Zoerner, portavoce dell’associazione della stampa tedesca: “Non si possono applicare sanzioni ai giornalisti. I giornalisti hanno il diritto di lavorare in maniera libera, indipendente e critica, sia in Ucraina che in Russia, e sotto questo punto di vista non dovrebbero mai essere oggetto di limitazioni, non importa da quale parte queste possano provenire”.
Tra i giornalisti coinvolti anche 3 reporter della BBC:  il corrispondente da Mosca Rosenberg, il producer Wells e il cameraman Chicherov. Il capo della redazione Esteri dell’emittente britannica, Andrew Roy, in una nota inviata all’Agenzia Ansa, ha definito la scelta di Kiev un “vergognoso attacco alla libertà dei media”. “Queste sanzioni sono misure completamente inappropriate e inspiegabili prese contro i giornalisti della Bbc che stanno seguendo la situazione in Ucraina in modo imparziale e obiettivo”, ha aggiunto Roy richiedendo di “togliere immediatamente” i tre nomi dalla lista. “Siamo sconvolti da questa messa al bando che rappresenta un’assurda e controporduttiva ferita per la liberta’ di informazione”, ha stigmatizzato invece Reporter senza Frontiere.

Appelli e proteste che non hanno lasciato indifferente Poroshenko che, come riportano Agi e Ansa, ha fatto rimuovere dalla blacklist i nomi di sei giornalisti, i tre della Bbc, 2 spagnoli e 1 tedesco.