Comunicazione, Editoria, New media, Televisione

18 settembre 2015 | 13:17

Com’è cambiato il consumo di media tradizionali e online negli ultimi 3 anni? La ricerca di GlobalWebIndex: cresce il tempo speso online, soprattutto sullo smartphone (INFOGRAFICHE)

Nei giorni scorsi GlobalWebIndex ha pubblicato il ‘Digital vs Traditional Media Consuption’, un report che partendo dai dati relativi al terzo trimestre 2015, approfondisce l’evoluzione nell’utilizzo delle diverse tipologie di media, confrontando i dati relativi agli ultimi tre anni.

DataMediaHub ne propone una sintesi, mettendo in evidenza alcuni passaggi. Primo elemento di interesse rigurda il tempo medio di connessione quotidiana. Secondo il report sono 6 le ore trascorse online in un giorno, un tempo che ha subito l’incremento maggiore negli ultimi 3 anni. Rimane grosso modo invariato il tempo speso guardando la tv, sentendo la radio o leggendo i giornali.

Aumenta poi il tempo speso sugli smartphone, che passa da 1 ora e 30  minuti a poco più di 2 ore (dal 22% al 33%), a scapito di computer, laptop e tablet.

Cresce il tempo passato sui social, che supera 1 ora e 40 minuti. In pratica 1 minuto su 3 è dedicato ai nostri account su Facebook & co. Un dato che, nota DataMediaHub, contrasta con quanto rilevato dal Rapporto Coop, dove, solo per il nostro paese si parla di una connessione social che supera abbondantemente le 2 ore.

Guardando nello specifico all’utilizzo dei diversi  tipi di media, in relazione alle diverse fasce d’età, come si può facilmente immaginare, sono i più giovani, appartenenti alla fascia tra i 16 e i 24 anni i più attivi nelle attività web da mobile, con una media di 3 ore e 30 minuti. In particolare, scrive DataMediaHub,i giovani utilizzano la rete da dispositivi mobile per il 43% del tempo totale. Il tempo medio di attività online giornaliera è di 7 ore e 30.

Nel confronto tra media tradizionali e media digitali, solo 7 nazioni sulle 34 analizzate vedono ancora i primi in testa. Si tratta di Australia, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Stati Uniti.

Situazione diversa per la tv, dove quella tradizionale resta nettamente superiore rispetto a quella online che, comunque, ultimamente, sotto la spinta di piattaforme come Netflix continua a guadagnare quote.