La Thailandia censura l’International New York Times per un articolo sulla salute del re: timore dello stampatore del reato di lesa maestà

In Thailandia oggi, 22 settembre, l’edizione dell’International New York Times non si trova in edicola. La ragione è un articolo sulla salute dell’anziano re Bhumibol e sul futuro dell’istituzione monarchica nazionale, riporta Ansa. La dirigenza del quotidiano ha spiegato che l’azienda distributrice locale si è rifiutata di dare alle stampe il giornale, per timore di infrangere la legge di lesa maestà in vigore nel paese. “L’edizione odierna dell’International New York Times non è stata stampata in Thailandia perché include un articolo che il nostro stampatore locale ha ritenuto troppo sensibile”, ha scritto il giornale in un’e-mail ai suoi abbonati nel Paese. “La decisione è stata presa unicamente dallo stampatore, e non è appoggiata dall’International New York Times”, ha precisato la lettera.

Il re thailandese Bhumibol (foto Olycom)

L’articolo, che è comunque consultabile sul sito, anche dalla Thailandia, riguardava il problema della successione monarchica, un argomento tabù nello stato, a causa del progressivo indebolimento di Bhumibol, che a dicembre compirà 88 anni. Il pezzo riportava anche alcune controverse opinioni sulla difficoltà di coniugare tale istituzione con l’era moderna, in un Paese dove la monarchia è costituzionale ma il sovrano gode di un prestigio e di un “peso morale” senza paragoni nei regni ancora esistenti in Europa. È infatti considerato un semi-dio. In particolare sotto l’attuale governo militare, qualsiasi opinione percepita come critica è messa sotto silenzio, anche con l’accresciuto uso di una legge di lesa maestà che in teoria prevede fino a 15 anni di reclusione, ma che spesso viene abbinata da altri reati. Pochi mesi fa, un attivista è stato condannato a 30 anni di reclusione per alcuni messaggi su Facebook considerati lesivi della monarchia.

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