23 settembre 2015 | 16:11

La Francia contro Google sul diritto all’oblio: rimuovere i link con dominio francese e non solo

La Francia e Google di nuovo avversarie sul tema del diritto all’oblio. Come riportato da Wired, la Cnil, Commission nationale de l’informatique et des libertés, ha rigettato l’appello di Google. Le diposizioni della commissione – arrivate in giugno – imponevano al gigante della rete di rimuovere tutti i link richiesti, non solo dalla versione francese, ma anche dagli altri domini. 

Isabelle Falque-Pierrotin, presidente del Cnil

Google si è detta “rispettosamente in disaccordo”, e ora rischia di dover pagare due sanzioni diverse. come si legge su The Verge, un portavoce dell’azienda statunitense ha dichiarato: “Abbiamo lavorato duramente per attuare la sentenza europea sul diritto all’oblio, e continueremo a farlo. Ma per una questione di principio, ci troviamo rispettosamente in disaccordo con l’idea che l’autorità per la protezione dei dati di un singolo paese debba stabilire a quali siti web si possa accedere in altri paesi attraverso i motori di ricerca”. Come emerge da un recente rapporto, e citato da Wired, i francesi sono risultati i più attivi nelle richieste di deindicizzazione di link dal motore di ricerca. Dal Transparency Report di Google di luglio, è anche emerso che il 5% delle 220mila richieste pervenute per le rimozioni afferissero a criminali, politici e figure pubbliche. Nel 2014 le richieste di rimozione francesi erano 17.500, seguite da quelle tedesche e britanniche. Il diritto all’oblio prima è stata istituito nel 2014 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. La conseguenze legali tra Google e le autorità di regolamentazione europee sulla privacy ha sollevato questioni circa la censura su internet e la possibilità di riscrivere la storia.