Protagonisti del mese

30 settembre 2015 | 8:22

8 e 9

Due numeri bollenti che rischiano di rivoluzionare la scena della televisione generalista. Le strategie di Discovery Italia per DeeJay tv e di Sky per Mtv8

Si parla di rivoluzione e forse non si esagera. Lo scenario televisivo nazionale è in fermento. Alcuni dei contendenti già avvezzi all’arena sono diventati ancora più ambiziosi – il gruppo Discovery in primis – e anche i player più tradizionali appaiono in fibrillazione. A Viale Mazzini per adesso il fuoco cova sotto la cenere. Con i nuovi vertici in fase operativa, i direttori (delle reti e dei tg, ma non solo) sono tutti sotto esame e si deve scegliere chi tenere e chi rottamare, che volto dare al progetto di riforma. C’è poi Mediaset, che i direttori li ha cambiati già da un po’, ma che deve portare a casa il risultato anche se una parte congrua della posta a disposizione è stata dislocata sui diritti tivù della Champions League. C’è quindi Sky che solo in Italia – a differenza di quanto il gruppo di Rupert Murdoch non faccia nel resto del mondo – si propone come una media company attiva anche nella free tv per contrastare il Biscione anche sul proprio core business originario. Tutti, infine, sono curiosi di vedere cosa farà Netflix, all’esordio in queste settimane nel Bel Paese.

L’ultimo autunno ‘tradizionale’ – Chi si sintonizza sull’offerta della nostra televisione in avvio del periodo di garanzia vede ancora prevalere un’apparentemente rassicurante conservazione. Ci sono sempre le fiction buoniste e Carlo Conti che imperversano su Raiuno, mentre Maria De Filippi, Gabriel Garko e Barbara D’Urso presidiano Canale 5. Su La7 del resto, ‘defezione’ di Michele Santoro a parte, Urbano Cairo ripropone quasi tutti i talk giornalistici del prime time e Lilli Gruber in access, dopo avere rilanciato con Simona Ventura ‘Miss Italia’.

Ma se dal punto di vista dei contenuti, forse per l’ultimo autunno, sulla tivù generalista pare prevalere la continuità, non v’è dubbio che sul versante della distribuzione e dei canali ci siano stati un po’ di sconquassi. C’è stata, calda, la querelle sul cosiddetto ‘retransmission fee’ che ha portato Rai 4, Sky Uno e Fox sulle posizioni 104, 105 e 106 del telecomando di Sky al posto di Retequattro, Canale 5 e Italia 1 (criptate da Cologno), con le discussioni e le polemiche sugli effetti in termini di ascolti di questa vicenda. Ma molto più impattante in termini di audience minaccia di essere per i soliti big – per Rai, per Mediaset ma anche per La7 – l’avvenuta conquista del numero 9 e 8 del telecomando digitale da parte di Discovery e Sky.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 464 – Settembre 2015