Protagonisti del mese

30 settembre 2015 | 10:25

L’insostenibile leggerezza delle locali

“La digitalizzazione della tivù ha creato un mostro cheentro un paio d’anni divorerà tutte le realtà locali sane lasciando sopravvivere un’accozzaglia di canali commerciali che non hanno alcuna rilevanza imprenditoriale e informativa”. Il grido d’allarme arriva da Maurizio Giunco, presidente dell’Associazione Tv Locali e vice presidente di Confindustria Radio Televisioni, che affronterà la situazione nella Conferenza nazionale delle tivù locali l’8 ottobre a Roma.

“In Italia esistono 1531 realtà locali distribuite su 3200 numeri dell’Lcn. Una situazione abnorme e devastante. Di tutte queste reti, infatti, solo una cinquantina hanno una struttura imprenditoriale solida, costruita con investimenti su contenuti, informazione, personale e tecnologia. Tutte le altre sono solo presidi commerciali che drenano risorse e credibilità a un sistema che vale 480 milioni di euro.
Settanta in meno rispetto all’anno precedente”, dice Giunco. “È necessario razionalizzare il sistema dei contributi, 30 milioni di euro che ogni anno vengono assegnati alle emittenti per il loro ruolo di servizio pubblico territoriale. Devono percepirli solo quelle realtà che svolgono davvero questo compito”.

Vale a dire? “Sono quella cinquantina di emittenti che raccolgono il 90% degli ascolti, le uniche che offrono informazione fatta da giornalisti, che hanno dipendenti e che investono sul territorio”.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 464 – Settembre 2015