02 ottobre 2015 | 18:15

Polemiche sui dati di audience dopo il criptaggio dei canali sulla pay. Mediaset a muso duro sulla replica di Sky a Gina Nieri: senza di noi “impressionante emorragia d’ascolto” per i tasti 104, 105 e 106

Non si fermano le schermaglie tra Sky e Mediaset sui dati di ascolto dei tasti 104, 105 e 106, dopo la decisione della tv del Biscione di criptare il segnale di Canale 5, Italia 1 e Rete Quattro non rendendoli più visibili sulla pay. Ieri Gina Nieri aveva definito “giusta e sacrosanta” la decisione di Mediaset. “I risultati ci danno ragione”, aveva detto la Nieri prendendo in riferimento i risultati dei dati di ascolto dei canali 104, 105 e 106: “con noi erano 2,7 milioni, oggi sono 800 mila. Questo dimostra che gli spettatori ci hanno seguito”.

Gina Nieri (foto Olycom)

Subito la risposta dalla pay tv. “Sky è lieta che la signora Nieri sia contenta, e anche gli inserzionisti che investono sui canali Sky lo sono. Non sono infatti i tasti a fare ascolti ma i canali, e i dati di ascolto citati oggi da Gina Nieri mostrano in modo evidente quanto si sia ridotto a partire dall’8 settembre il bacino di abbonati Sky che segue i 3 canali criptati da Mediaset”.

“I contatti che sarebbero stati persi subito dopo i criptaggi di Mediaset, a cui fa riferimento, non erano infatti attribuiti alla piattaforma Sky, ma ai tre canali Mediaset disponibili ai numeri 104, 105, 106 del telecomando Sky, mentre tutti i contatti registrati a partire dall’8 settembre in quelle tre posizioni sono ascolti aggiuntivi per i canali che li hanno sostituiti. Numeri che dimostrano chiaramente quanto sia significativa la fetta di abbonati Sky che dall’8 settembre preferisce guardare canali diversi da quelli criptati da Mediaset”.

In serata la replica di Mediaset in un comunicato stampa. “Al di là di ragionamenti così sofisticati da risultare impalbabili, i fatti sono solari”, si legge nella nota. “Da quando le reti Mediaset non sono visibili sulla piattaforma satellitare a pagamento, i tasti al 104, 105 e 106 hanno subìto un’impressionante emorragia d’ascolto. Nelle ultime tre settimane di settembre, dopo il criptaggio, al tasto 105 è rimasto solo un quinto dei telespettatori rispetto allo stesso periodo 2014, malgrado i risultati siano sommati a quelli del tasto 108 dove viene duplicata la stessa rete tv. Idem per il tasto 106 – che ha visto l’ascolto della rete ridotto a un terzo pure se sommato a quello del tasto 110 dove viene anch’essa duplicata – e per il tasto 104, con audience ridotte a un quinto.

Sintesi finale: dall’8 settembre a oggi, l’ascolto complessivo delle tre reti Mediaset in prima serata (26,2%) risulta invariato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ed è incomparabile con quello attuale dei tre canali ai tasti 104, 105 e 106 (in totale l’1,7%). E anche limitandoci al solo ascolto delle famiglie abbonate Sky, i nostri tre canali, pur non essendo visibili sulla piattaforma pay sat, rimangono la prima scelta nell’intera giornata: il 15,1% degli abbonati continua a vedere Canale 5, Italia 1 e Retequattro.

Di contro, SkyUno, Fox e Rai4 sono scelte solo dal 3,2% dei clienti Sky. D’altra parte la forza delle reti Mediaset era ben nota ai vertici di Sky che dal 2003 le inserivano caparbiamente in testa alla propria offerta. E nessuno li obbligava a ospitarle. Ora che non li hanno più, mostrano disinteresse e sufficienza. Una storia già sentita: la volpe e l’uva”