05 ottobre 2015 | 18:10

I commenti dopo l’accordo per il passaggio di Rcs Libri a Mondadori. Mieli: sono come Coppi e Bartali, normale che la fusione faccia clamore

“Rizzoli e Mondadori sono come Coppi e Bartali, normale che la fusione faccia clamore”. Ha commentato così Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri – “ancora per qualche mese” ha precisato – l’acquisizione della società da lui diretta a Mondadori. Lo riporta l’agenzia Italpress. “In futuro – ha continuato – nasceranno gruppi editoriali sempre più grandi. Non dobbiamo preoccuparci né opporci. La competizione europea e mondiale si gioca tra colossi dell’editoria, cui si affiancano magari casi editrici più piccole. È ridicolo descrivere questa operazione come una manovra autoritaria”, ha concluso intervenendo questa mattina ad Agorà su Rai 3.

Paolo Mieli (foto giornalesm)

Paolo Mieli (foto giornalesm)

E anche Ernesto Mauri, amministratore delegato del gruppo Mondadori ha diffuso una nota per commentare la cessione. “Questa operazione è frutto di una scelta convinta, importante e strategica, cui siamo giunti dopo aver condotto dal 2013 un profondo piano di risanamento e successivo rilancio del Gruppo” ha dichiarato. “Un cambio di passo che ci ha portato a focalizzarci sui nostri core business – i libri, trade ed education, affiancati dalla rete di librerie, e i magazine in Italia e Francia – e a raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci eravamo prefissati: il ritorno all’utile, una redditività positiva in tutte le attività e una forte riduzione dell’indebitamento”. Ha poi aggiunto: “Ora siamo pronti per una nuova fase di sviluppo nel ‘mestiere’ più antico di Mondadori, il più solido e nel quale vantiamo una tradizione di eccellenza e innovazione. Si aprono dunque nuove prospettive di crescita per il nostro gruppo, in un clima di fiducia: il risultato raggiunto deve essere il punto di partenza, una tappa fondamentale nella storia più che centenaria di Mondadori che ci sprona ad andare avanti con rinnovato entusiasmo”.

Ernesto Mauri, ad di Mondadori (foto Olycom)

Dopo il via libera arrivato dai rispettivi consigli di amministrazione, Rcs e Mondadori brindano in Borsa. A Piazza Affari aprono entrambe con valori positivi.

Massimo Cestaro, segretario generale Slc-Cgil, si è preoccupato più che altro che l’accordo non andasse a toccare il numero dei dipendenti in Rcs Libri. Il giudizio sull’operazione non è comunque positivo: “Il progetto della cessione a Mondadori della divisione libri di Rcs era noto da tempo. Nelle fasi di confronto con Rcs sul piano di riduzione dei costi abbiamo posto la necessità che l’operazione di vendita della ‘libri’ non dovesse comportare alcuna riduzioni dei livelli occupazionali in essere. Avuta questa garanzia – che dovrà essere definita in una apposita intesa – resta il fatto che il gruppo Rcs perde un fattore di qualità della sua missione riducendo il proprio perimetro e che, contestualmente, Mondadori assume una centralità che rasenta l’esclusività nel campo editoriale: una concentrazione che non può non essere attentamente valutata dall’Antitrust”. E conclude parlando delle piccole case editrici, ”che nel sistema commerciale che si determinerà finiscono per essere espulse dal mercato con un evidente danno del pluralismo nel settore librario a scapito soprattutto degli scrittori più giovani”.

Nel pomeriggio si è aggiunto anche il commento del ministro Dario Franceschini che, ai microfoni dell’Ansa, ha ribadito le sue preoccupazioni per la nascita di un colosso che da solo possa controllare la metà del mercato dei libri e ha dichiarato: “Ho già detto come la penso sui rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri. Ma ho anche ripetuto dal primo minuto che il governo non può e non deve intervenire. Sarà semmai l’Autorità Antitrust secondo la legge a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’operazione acquisto Rcs”.

Dario Franceschini (foto Olycom)