05 ottobre 2015 | 15:20

Corsi di formazione per giornalisti: a Milano la metà sono al completo. Disponibili quelli super-specializzati e con pochi crediti

Il primo triennio della formazione professionale continua per i giornalisti è partito il primo gennaio 2014. “Attività obbligatoria di aggiornamento, approfondimento e sviluppo delle conoscenze e delle competenze giornalistiche”: all’interno di questo macro-insieme ci sono corsi sui più svariati temi. Alcuni durano due ore, altri due giornate. Ciò che conta, per un professionista che vuole stare alle regole dell’Ordine, è guadagnare sessanta crediti in tre anni, di cui almeno quindici in un anno e altrettanti quindici riguardanti la deontologia.

“Al fine di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell’utente e della collettività, e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale secondo quanto previsto dal presente articolo. La violazione dell’obbligo di cui al periodo precedente costituisce illecito disciplinare”. L’articolo 7 del ‘Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali‘, firmato dal presidente della Repubblica nel 2012, spiega obiettivi e obblighi dei giornalisti. Non è proprio chiaro quali siano le conseguenze dell’illecito disciplinare: “Al giornalista che non abbia assolto l’obbligo – è stato scritto nel Regolamento della Fpc del 2015 – l’Ordine regionale notifica l’inadempienza formulando l’invito ad avviare entro tre mesi il percorso formativo. Qualora persista l’inosservanza, il Consiglio regionale dell’Ordine ne dà segnalazione al Collegio territoriale di disciplina”. Nel dubbio, meglio pensare a raccogliere i sessanta crediti, ma la faccenda è più complicata di quanto sembra.

Gabriele Dossena (foto Nuovainformazione.it)

Gabriele Dossena (foto Nuovainformazione.it)

Lasciando perdere i corsi tenuti da enti terzi – tutti a pagamento – e quelli online – si possono considerare l’ultima spiaggia prima del temuto illecito disciplinare – sul sito SIGeF il cinque ottobre si trova questa situazione. A Milano si conta il numero più alto di attività formative organizzate dall’Ordine dei giornalisti. La prima (e ultima) buona notizia: sono tutti gratuiti. Dall’8 ottobre a fine anno in tre pagine sono descritti ben 47 corsi. Il problema è che soltanto venti sono ancora aperti e disponibili a chi si affanna a raccogliere gli ultimi crediti dell’anno. E, come c’era da aspettarsi, sono rimasti fuori quelli che danno pochissimi punti – la maggior parte ne da due o tre, pochissimi arrivano a quattro, uno soltanto ne dà cinque – e che riguardano tematiche un po’ ‘particolari’. Sono tutti molto settoriali. Si passa dalle ‘Nuove frontiere culturali e operative in ambito turistico’ (16 ottobre) alla ‘Regolamentazione del trasporto aereo civile’ (20 ottobre), passando per ‘La sicurezza stradale è (anche) una questione di testa’ (21 ottobre) – pare un tema da conoscere assolutamente visto che vale cinque crediti – fino a ‘La caccia in Italia, disciplina giuridica e organizzazione’ (21 ottobre).

Qualche altro esempio: ‘Alimentazione tra miti, opinioni comuni ed evidenze scientifiche’ (13 ottobre), ‘Tabagismo e informazione: gli effetti sull’apparato respiratorio’ (30 ottobre), ‘Energie rinnovabili: panoramica dei principali mercati esteri dove investono gli italiani’ (5 novembre), ‘Nuove regolamentazioni per fondi pensione e casse di previdenza’ (19 novembre).

E lo “sviluppo delle conoscenze e delle competenze giornalistiche”? C’era, ma nei 27 corsi già chiusi, perché hanno raggiunto il numero massimo di iscritti. Nuovi linguaggi per la comunicazione, uso dei social network e di WordPress, tecniche del giornalismo radiofonico, istruzioni per l’uso del Seo, il futuro del giornalismo. Per assistere a convegni pertinenti con il mestiere che si fa, bisognava evidentemente svegliarsi prima. E molti si chiedono: come fa un giornalista a rimanere aggiornato sull’uscita delle nuove attività formative, così da riuscire a iscriversi per tempo? Soprattutto perché i corsi al completo sono quelli che duravano più ore, sì, ma che davano anche il maggior numero di crediti: da un minimo di tre a un massimo di otto.

Nelle altre città italiane la situazione è un po’ diversa. Inserendo il filtro ‘Roma’ appaiono ventun corsi – dall’8 ottobre in poi – di cui tredici sono ancora disponibili. Per chi è interessato alla cronaca giudiziaria o all’Unione Europea non c’è problema – e i corsi su questi temi danno anche tanti crediti, otto o nove. C’è ancora spazio per gli appassionati di new media (un corso su ‘Facebook e il giornalismo, nuovi strumenti per la professione’ – 22 ottobre, sei crediti), per chi lavora nel settore audio-televisivo (‘Le nuove frontiere dell’informazione nell’era della radio e della tv’ – 11 novembre, sei crediti), e per chi si sente stressato (‘Il rischio connesso allo stress e la professione giornalistica – 18 gennaio, 4 crediti). Non manca – neanche a Roma – l’attenzione al codice stradale: ‘Gli pneumatici alla base della sicurezza sulla strada’ si tiene il 10 novembre.

Città più piccole hanno pochissimi corsi aperti, ma praticamente tutti sono disponibili. Per vederne alcune (considerando i corsi dall’8 ottobre in poi): Napoli (due corsi aperti), Firenze (cinque corsi, di cui uno completo), Torino (sei corsi, di cui uno completo), Bologna (sei corsi aperti). I temi, poi, sono tutti pertinenti con il mondo del giornalismo e con l’attualità. Dal ‘giornalismo in rete’ (12 ottobre) a Napoli, a ‘Giornalismo, fotogiornalismo e prodotti informatici nell’epoca del web (24 ottobre) a Firenze. A Torino ‘Mafia e giornalismo’ (8 ottobre) o ‘Voci scomode: testimonianze di giornalisti in esilio’ (27 novembre). A Bologna ‘Immigrazione: parole e immagini per dirlo’ (10 ottobre) o ‘Conoscere e analizzare i dati in modo trasparente’ (15 ottobre).

(Michela Rovelli)