06 ottobre 2015 | 15:03

Il Garante Antonello Soro commenta la sentenza della Corte di giustizia Ue contro Facebook: protezione dei dati è un diritto fondamentale. Occorre ora risposta coordinata dei garanti europei

“Con questa sentenza la Corte di Giustizia Europea rimette al centro dell’agenda degli Stati il tema dei diritti fondamentali delle persone e la necessità che questi diritti, primo fra tutti la protezione dei dati, vengano tutelati anche nei confronti di chi li usa al di fuori dei confini europei”. Commenta così Antonello Soro, presidente del Garante per la privacy, la sentenza della Corte di Giustizia europea riguardo alla causa che ha visto contrapposti lo studente austriaco Max Schrems e l’Autorità irlandese per la protezione dei dati in un caso relativo a Facebook. Lo riporta l’agenzia Asca.

Antonello Soro (foto Olycom)

Antonello Soro, presidente del Garante per la privacy (foto Olycom)

“La Corte – continua Soro – ha riaffermato con forza che non è ammissibile che il diritto fondamentale alla protezione dei dati, oggi sancito dalla Carta e dai trattati Ue, sia compromesso dall’esistenza di forme di sorveglianza e accesso del tutto indiscriminate da parte di autorità di paesi terzi, che peraltro non rispettano l’ordinamento europeo sulla protezione dei dati. È importante peraltro sottolineare che questa sentenza, insieme ai recenti pronunciamenti della giurisprudenza europea, conferma come la corte sempre più spesso intenda richiamare le istituzioni europee e gli stati membri ad un rispetto reale e concreto dei principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”.

“È chiaro ora – conclude il presidente del Garante per la Privacy – che occorre una risposta coordinata a livello europeo anche da parte dei Garanti nazionali, e in queste ore si stanno valutando le modalità più efficaci per individuare linee-guida comuni.”