06 ottobre 2015 | 16:10

Salone del Libro: confermato dal Cda il no all’Arabia Saudita come paese ospite nel 2016. Diffusi i dati sulle presenze ‘reali’ nelle ultime edizioni della manifestazione

L’Arabia non sarà il Paese ospite dell’edizione 2016 del Salone del Libro di Torino. Lo ha deciso il 6 ottobre il cda della Fondazione per il libro, che si è riunito oggi per la prima volta nella nuova composizione. Il cda, come riferisce l’agenzia Ansa, ha approvato anche la nomina di Ernesto Ferrero che torna alla direzione della kermesse libraria, dopo le dimissioni di Giulia Cogoli.

Giovanna Milella (foto Olycom)

Giovanna Milella (foto Olycom)

Il vertice della buchmesse, ha preso questa decisione dopo la condanna a morte di Ali al-Nimr per aver partecipato, da minorenne, a una manifestazione contro il regime. Immediate le proteste dell’ambasciatore saudita Rayed Khalind che ha invitato gli “amici italiani” a non “interferire” nei suoi affari interni.

La letteratura araba sarà comunque protagonista di un focus. Dietro al rifiuto, spiega l’agenzia Ansa, non c’è però la volontà della buchmesse di escludere, piuttosto quella di abbandonare un criterio geopolitico per sposarne uno geoculturale, dando vita ad un nuovo format, con eventi serali a biglietto ridotto sul ‘modello Expo’. ”Ai lettori e ai visitatori del Salone i confini geografici interessano poco”, assicura Ferrero. Meglio puntare su temi, tipologie di culture e sistemi letterari.

All’ordine del giorno anche le presenze ‘gonfiate’ delle ultime tre edizioni. Il 5 ottobre sono stati anticipati i dati ‘reali’ sulle presenze effettive alle edizioni passate del Salone, disponibili dal sito della manifestazione. “Vogliamo improntare la gestione alla più assoluta trasparenza proseguendo sulla strada già iniziata questa estate con la spending review e il severo lavoro condotto sui bilanci”, ha spiegato la presidente Giovanna Milella, che si è detta convinta che in questo modo il Salone non potrà che “guadagnare in credibilità e stima presso gli editori e il suo pubblico”.

Nel 2015, riporta l’Ansa, le presenze totali furono 276.179 (122.638 i biglietti a pagamento), contro le 341mila annunciate al termine dei quattro giorni. La differenza è dunque di quasi 65 mila ingressi. L’anno prima le presenze furono 300.502, contro le quasi 340 mila annunciate al termine dell’edizione 2014. Analoga differenza nel 2013, quando le presenze furono 298.554 contro i 329 mila annunciato nel giorno di chiusura dell’edizione. “Non siamo bancarottieri o falsari – sottolinea Ferrero -. Il Salone è uno degli eventi sul libro più accreditati, sempre più atteso da lettori ed editori che quest’anno hanno venduto, in media, il 15% in più del 2014, ed in un momento di continua crisi del settore librario. E’ vero, i numeri sono stati gonfiati, ma lo fanno tutti, pure gli editori con le fascette sui libri, anche perché spesso è difficile avere quelli esatti”.

Sul futuro la presidente Milella ha specificato che l’obiettivo è di “renderlo il più appetibile possibile”. Per farlo, diventa ancora più fondamentale “il coinvolgimento degli editori” e la collaborazione della Rai, con cui “si stanno studiando diverse iniziative congiunte”. Come “un grande concerto di apertura” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale, ma anche la “digitalizzazione dell’archivio del Salone, un grande patrimonio”.