07 ottobre 2015 | 14:03

Il Messaggero: Rcs pronta a convocare le banche per evitare l’aumento di capitale

Sull’onda della cessione di Rcs Libri a Mondadori, Rcs che convoca le banche per chiedere “più elasticità sul debito e allontanare il rischio di un nuovo aumento”. Lo scrive oggi ‘Il Messaggero’, raccontando che il cfo Taranto avrebbe convocato per domattina i rappresentanti di Intesa Sanpaolo, Ubi, Unicredit, B.P.Milano, Bnl-Bnp Paribas, Mediobanca, le sei banche che due anni fa rifinanziarono 600 milioni.

Riccardo Taranto (foto Olycom)

Nessun ordine del giorno specifico, “ma è evidente che la riunione avviene dopo la vendita della Libri e quindi la casa editrice del Corriere si appresta a chiedere alcune deroghe (waiver) rispetto ai covenants, cioè alle clausole vincolanti contenute nel contratto di finanziamento del giugno 2013, rivedute l’anno scorso”.

“L’attesa dei banchieri, in assenza di certezze formali, sarebbe per un’accettazione dei conti proforma al 30 settembre, in modo da far rientrare i proventi derivanti dalla cessione della società libraria a Mondadori per 127,5 milioni, piu’ 2,5 mln di earn out legato all’ebitda al 2017 (8-10 mln) con un meccanismo di aggiustamento prezzo di 5 mln in piu’ o in meno legato a certi parametri”. Un paracadute, specifica il quotidiano, che mette Rcs al riparo da eventuali contraccolpi dell’Antitrust sull’acquisizione da parte di Segrate.

Secondo il Messaggero, “una delle richieste attese sarebbe quella di prorogare la scadenza di novembre, in quanto Rcs incasserà il prezzo almeno dopo 120 giorni dalla firma del contratto avvenuta domenica scorsa: i soldi entreranno a febbraio 2016″.
“Su un nuovo aumento, non tutti i soci sarebbero disponibili. Ecco perchè Rcs”, conclude il giornale, chiederà alle banche di allungare i tempi. Infine è possibile che Rizzoli chieda un ulteriore sconto sul costo del debito (riduzione dei tassi)”.