08 ottobre 2015 | 16:18

Il deputato Anzaldi scrive ai relatori Pd del Ddl riforma Rai: “valutare una norma per reintrodurre in modo chiaro il tetto da 240mila euro a stipendi dei dirigenti Rai”

Si è rivolto ai suoi colleghi di partito, relatori alla camera del Ddl di riforma Rai Lorenza Bonaccorsi (per la commissione Cultura) e Vinicio Peluffo (per la commissione trasporti). Con una lettera, il deputato Pd, segretario della commissione di vigilanza Rai, Michele Anzaldi, ha chiesto loro di valutare “una norma nel disegno di legge che reintroduca in maniera chiara e vincolante il tetto da 240 mila euro per gli stipendi di tutti i dirigenti Rai”. Lo riporta Agi.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

L’emittente pubblica non ha smentito la notizia che avrebbe deciso di eliminare il limite agli stipendi, introdotto dal governo Renzi, per le retribuzioni di tutti i dirigenti pubblici. “Se la dirigenza del servizio pubblico – spiega Anzaldi – ha ritenuto di utilizzare un escamotage per non adeguarsi al limite che tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a rispettare, è opportuno che a questo punto il parlamento intervenga direttamente”.

“Una scelta poco comprensibile – continua il deputato – nel momento in cui a tutte le amministrazioni pubbliche sono stati chiesti sacrifici. In particolare, alimenta molti dubbi il messaggio che la Rai intende mandare all’opinione pubblica con questa decisione: proprio negli ultimi mesi molti precari che lavoravano in Rai con paghe da mille euro lordi si sono visti non rinnovare il contratto, per una scelta forse neanche troppo efficace di spending review, ma ora vengono reintrodotti i super-stipendi da 300-500mila euro”.

“La cancellazione del tetto – scrive ancora Anzaldi nella lettera a Bonaccorsi e Peluffo – possibile grazie all’escamotage dell’emissione di un bond, permetterebbe, sempre stando alle notizie di stampa non smentite, a 42 dirigenti di tornare ad avere uno stipendio sopra i 240mila euro. Su questo, tra l’altro, ho presentato un’interrogazione in Vigilanza rimasta ancora senza risposta. Secondo quanto riferito in parlamento il 25 giugno 2013 dall’allora direttore generale Luigi Gubitosi, infatti, prima del tetto introdotto dal Governo, ad avere in Rai uno stipendio superiore ai 200mila euro erano 42 dirigenti e 31 dirigenti giornalisti. Sempre stando ai numeri diffusi in quella audizione in Vigilanza, a Viale Mazzini ci sono anche 190 dirigenti e 273 dirigenti giornalisti la cui retribuzione è compresa tra 100mila e 200mila euro. Numeri molto rilevanti che meritano una riflessione”.