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08 ottobre 2015 | 18:10

D’Asaro Biondo, Google: collaboriamo con il G20 per trovare nuovi equilibri in materia fiscale. Necessario fare formazione per i nuovi posti di lavoro creati dal web

“Il rapporto con il governo italiano è ottimo: capisce finalmente Internet e le potenzialità sul territorio. C’è grande volontà di creare formazione nel Paese”. Lo ha dichiarato Carlo D’Asaro Biondo, presidente Emea strategic relationships di Google, a margine del convegno EY ‘Digitalexlacrescita’, in corso a Capri. In merito alla possibile introduzione in futuro di una digital tax ventilata nelle scorse settimane, il manager ha spiegato che tutte le imprese multinazionali, non solo Google, a livello globale oggi “vivono su una legislazione vigente che rispettiamo”. “Tutti, ha spiegato, abbiamo interesse a che ci siano leggi che funzionino meglio”. “Se le legislazioni attuali non sono più adatte cambiamole: noi collaboriamo con il G20 per trovare nuovi equilibri, ma parliamo di equilibri globali”.

Carlo D’Asaro Biondo, presidente Emea strategic relationships di Google

Parlando delle nuove posizioni lavorative nate grazie allo sviluppo di internet, D’Asaro Biondo ha sottolineato la necessità di fare formazione nel campo delle nuove tecnologie e delle app, un settore in pieno sviluppo nel quale si possono creare “400-500mila posti lavoro in tre, quattro anni”. “Rischiamo di avere 1 milione di impieghi vacanti in Europa, di cui 100mila in Italia, perché mancano le competenze”. ”In Europa 1,3 milioni di persone sviluppano applicativi, ed erano zero quattro anni fa; abbiamo un’economia di 100 miliardi di dollari sugli applicativi nel 2015 nel mondo di cui 17,5 in Europa, quando quattro anni fa era zero; abbiamo 2 milioni di posti di lavoro legati alla app economy in Europa nel 2015; l’economia delle app in Europa varrà circa 80 miliardi nel 2019 o 2020″, ha detto il manager fornendo alcuni dati utili a spiegare quanto il mondo degli applicativi stiano assumendo dimensioni colossali. “Serve la formazione, ha concluso, noi continueremo a fare il possibile, abbiamo investito in Italia più di 6 milioni e continueremo a farlo, collaborando con altri”.