09 ottobre 2015 | 11:02

Michele Santoro avvistato in Rai: possibile rientro? Il giornalista non ha rinnovato il contratto con La7

(Libero) A volte ritornano, o possono tornare. Michele Santoro è stato avvistato ieri a Viale Mazzini, zona Rai; e, all’impazzata, hanno ripreso a circolare le voci di un suo imminente rientro non si capisce se di sottecchi o alla grande – nella tv di stato. Le ultime notizie professionali sull’anchorman sono note. Il giornalista non ha rinnovato il suo contratto con La7, dati i non eccelsi risultati d’ascolto (era sceso in modo costante al 5% medio di share, e i costi risultavano eccessivi per il patron Urbano Cairo); ed è quindi sul mercato.

Santoro-Michele-(foto-Olycom)

Michele Santoro (foto-Olycom)

A dire il vero già a giugno erano circolate voci di una trattativa con Raidue per una collana di docufiction monografiche che dovrebbero riguardare, a quanto si mormora nell’ambiente televisivo, «grandi eventi e personaggi dell’attualità politica e non solo». Dunque la rete diretta da Angelo Teodoli (a Giancarlo Leone, direttore di Raiuno, la cosa non interessava) si sarebbe imbarcata volentieri nel famoso progetto Portella della Ginestra , dal nome della prima docufiction che da anni si presenta come il vero pallino e il primo titolo di una corposa (almeno nel progetto) produzione di Santoro divulgatore storico. Un tipo di programma in linea con il desiderio più volte esplicitato da Santoro di dare una svolta alla propria carriera televisiva, non apparendo più in veste di conduttore di talk show.

Realisticamente, secondo alcuni rumours, il rientro «potrebbe concretizzarsi nella seconda parte della stagione, sempre che le parti trovino un accordo economico ed editoriale». Insomma, soprattutto secondo le agenzie di stampa, potrebbe esserci «un clamoroso rientro in viale Mazzini da parte del conduttore che dopo l’esperienza di Annozero era passato a La7 con Servizio Pubblico . Dopo aver lasciato il timone a Giulia Innocenzi con lo spin-off di Anno Uno, Santoro ha preferito chiudere la sua parentesi con la rete di Cairo. Ora il «teletribuno» potrebbe rientrare in Rai. Ma il condizionale in questi casi è d’obbligo». Molto d’obbligo, in verità. Gli accordi sotterranei di Santoro con la Rai ci sono certamente stati; ma sarebbero avvenuti nell’era del dg Lugi Gubitosi, chez il vicedirettore generale Antonio Marano, vecchio direttore del giornalista e intestatario – per certi versi- del suo rilancio dopo l’ineffabile parentesi come europarlamentare. Marano è oggi responsabile del Coordinamento dell’Offerta Radiotelevisiva; e, in questa veste, si era detto interessato al progetto produttivo.

Ma da allora – sono passati pochi mesi – sembra tarscorso un secolo. In Rai sta cambiando tutto, a cominciare dalla nomina del nuovo cda, del presidente e del direttore generale. Appunto secondo voci di dirigenti vicini all’attuale deus ex machina della Rai, sembrerebbe che Antonio Campo Dall’Orto abbia un’idea diversa di televisione del futuro; roba che comprenda l’espansione digitale, l’internazionalizzazione dei prodotti e, possibilmente, dei budget contenuti. C’è da dire che Santoro, con le sue produzioni tutte di successo, Il raggio verde, Samarcanda, Rosso e Nero, Temporeale è stato, per la Rai, uno degli ultimi grandi rivoluzionari. Ma forse oggi si parla di rivoluzioni diverse… (Libero, 9-10-15)