09 ottobre 2015 | 18:10

Nessun baco, ma un errore nell’invio di una mail. Auditel spiega così il disguido che ha rivelato l’identità di 4mila famiglie del campione’. Il Codacons: un sistema superato e non imparziale

Nessun baco nel sistema, ma un errore umano. Così Auditel spiega il caso sollevato oggi dal Corriere della Sera, che parla di dati ‘inquinati’ perché è stata rivelata l’identità di circa 4mila famiglie sulle 5.600 famiglie che compongono il ‘panel’ di riferimento per il rilevamento degli ascolti tv, identità che dovrebbe restare top secret. All’origine dell’incidente dunque una svista nell’invio di una mail, avvenuta due giorni fa.

Giulio Malgara, presidente del Cda Auditel (foto Olycom)

“Siamo stati informati dal nostro fornitore Nielsen che, per un errore, sono state trasmesse comunicazioni di posta elettronica a famiglie del campione rendendo visibili gli indirizzi e-mail”, spiega Auditel in una nota dffusa in mattinata. “Il nostro Comitato Tecnico si è posto immediatamente al lavoro per individuare valutazioni e proposte che saranno esaminate dal consiglio di amministrazione della Società già convocato per mercoledì 14 ottobre. Auditel”, conclude la nota, “intende confermare la propria linea, trentennale, di serietà e trasparenza”.

La società di rilevamento, che si prepara alla quotazione in borsa nel 2016 e che accanto ai tre azionisti forti, Rai, Mediaset e Upa ha visto allargarsi il numero dei componenti del Cda, salito da 22 a 30, dando spazio ai rappresentati di nuovi player di mercato come Sky e Discovery, ha da tempo annunciato l’ampliamento del suo campione di riferimento, che l’anno prossimo dovrebbe essere composto non più da 5.600 ma 10mila famiglie.

Uno dei primi commenti al pasticcio è stato quello di Campo Dall’Orto. Il direttore generale Rai, come riporta l’Ansa, a margine del convegno EY ‘Digitalexlacrescita’ ha dichiarato: “Avremo un cda mercoledì, probabilmente, in cui decideremo cosa fare, siamo in fase di raccolta di informazioni”. “E’ un tema relativo al campione: essendo noi parte di Auditel ci stanno informando dei temi specifici: è un tema tecnico”. Dall’Orto ha aggiunto che “è stata una cosa improvvisa, non abbiamo una posizione”.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Nel pomeriggio si è aggiunta la dichiarazione del commissario Agcom, Antonio Nicita: “indispensabile che l’Autorità acquisisca urgentemente tutte le informazioni per una rapida valutazione del caso e dei suoi possibili effetti”.  “La legge istitutiva dell’Agcom – ha ricordato – ci assegna il compito di vigilare sulla correttezza delle indagini di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione effettuati da altri soggetti e sull’operato delle imprese che svolgono le indagini”.

“Ancora una volta l’Auditel torna al centro dell’attenzione”, ha dichiarato invece il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ribadendo come già in più occasioni l’associazione dei consumatori abbia espresso i suoi dubbi sulla società di rilevamento degli ascolti tv. Come riporta l’agenzia Ansa, Rienzi ha ricordato due circostanze in cui l’associazione ha denunciato Auditel. “Già negli anni passati fummo costretti a presentare una denuncia per il caso di una diretta su Rai1 del 15 luglio 2000: in quella circostanza un temporale fece interrompere il collegamento di uno spettacolo di Katia Ricciarelli e per 15 minuti la Rai mandò in onda il segnale orario. Il giorno seguente Auditel certificò che in quel quarto d’ora ben 3 milioni di telespettatori erano sintonizzati su Rai1. Nel 2005, invece, il Codacons appoggiò la denuncia dei canali satellitari, che contestavano alla società di non rilevare correttamente i loro dati di ascolto e non fornire alcun elemento per accertare la correttezza e la congruità del campione”. “Il sistema Auditel è a nostro avviso superato e non si può garantire terzietà e totale imparzialità quando controllori e controllati sono la stessa persona. Basti pensare che tra i soci dell’Auditel compaiono Rai, Rti e La7″.