09 ottobre 2015 | 15:26

Il presidente di Telecom, Recchi, al convegno ‘Digitale per la crescita’: “Più che una digital tax servono incentivi per rottamare il ‘non digitale’”. E ricorda i numeri dello sviluppo 2.0 italiano

“Oggi a mio modo di vedere più che ad una ‘digital tax’ bisognerebbe pensare a misure di incentivazione alla rottamazione del ‘non digitale’ ovvero si dovrebbe lavorare su un regime fiscale per cui i prodotti digitali risultano fiscalmente ‘favoriti’ rispetto ai corrispondenti servizi ‘fisici’. Lo ha detto il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, al convegno ‘Digitale per la crescita’ che si tiene oggi a Capri, si legge su Dow Jones. “Si potrebbe pensare anche ad un sistema progressivo – continua Recchi – ovvero un sistema in cui il sovrapprezzo dell’analogico va aumentando progressivamente nel tempo, questo permetterebbe di fornire a imprese e cittadini i giusti incentivi per compiere una graduale transizione al digitale”.

Giuseppe Recchi

Giuseppe Recchi, presidente di Telecom Italia

“Più che ‘tassa digitale’ sarebbe più opportuno chiamarle ‘misure di contrasto dell’elusione fiscale da parte di società multinazionali’, forse un po’ meno sintetico e evocativo ma almeno si eviterebbe di creare moltissimi malintesi. Tema di cui per altro si sta occupando anche l’Ocse e non solo il governo italiano”, ha aggiunto. Recchi ha poi citato gli incentivi alle energie rinnovabili, gli incentivi per le auto ecologiche, osservando che “è sicuramente venuto il momento di pensare ad incentivi per il digitale. Lo schema può essere per altro disegnato per avere un impatto nullo sul gettito fiscale complessivo”.

Il presidente di Telecom ha anche ricordato i numeri dello sviluppo digitale italiano. “Nei primi 9 mesi dell’anno – ha detto – abbiamo posato circa 1,2 milioni di km di fibra. Mediamente ogni minuto del giorno e della notte, sabato e domeniche incluse abbiamo posato 3 nuovi km di fibra. Nel 2015 abbiamo viaggiato (senza mai fermarci) ad una velocità di circa 180 km orari”.

“In 2 anni (2013-2014) sono state raggiunte quasi 6 milioni di nuove linee, l’anno scorso la copertura delle reti in fibra ottica in Italia è cresciuta di 16 punti percentuali mentre nel resto di Europa è cresciuto di 6 punti percentuali e negli ultimi mesi stiamo procedendo al ritmo record di 400.000 linee al mese ovvero una città delle dimensioni di Torino”, ha concluso.