12 ottobre 2015 | 17:42

Al via oggi l’Ipo di Poste Italiane, prime prenotazioni dei pacchetti azionari. Sul mercato finirà il 38,2% del capitale

L’initial public offering – Ipo – di Poste Italiane comincia oggi, 12 ottobre; da questa data in poi, fino al 22 ottobre prossimo gli investitori – dagli istituzionali al piccolo risparmiatore – potranno prenotare le azioni della società controllata dal Tesoro italiano. Destinato al mercato azionario potrebbe essere il 38,2% del capitale sociale, quantificabile in 500 milioni di azioni, il cui 70% indirizzato agli istituzionali, a fronte del restante 30% riservato alla platea retail.

Francesco Caio, ad di Poste Italiane (foto Olycom)

La cifra per le singole azioni è calcolata tra i 6 e i 7,50 euro, numeri che proietterebbero il gruppo Poste Italiane  - con i suoi quasi 10 miliardi di capitalizzazione – fra le indiscusse future big di Piazza Affari, come stimato dal Sole 24 Ore.

Per assicurarsi l’acquisto (entro e non oltre il 22 ottobre) di un pacchetto azionario del gruppo è necessario rivolgersi alla propria banca, mentre per i dipendenti – ai quali è riservata una tranche di circa 14,9 milioni di azioni, pari al 3,3% del capitale – il collocamento terminerà un giorno prima della scadenza fissata.
Sono previsti tre profili d’acquisto: il primo ‘lotto minimo’ da 500 azioni (e suoi multipli), il ‘lotto intermedio’ (2mila azioni e multipli), il ‘lotto minimo maggiorato’ (5 mila azioni e suoi multipli). La cifra minima prevista per un risparmiatore che intenda comprare un pacchetto minimo da 500 azioni – stando al costo delle singole azioni tra i 6 e i 7, 50 euro – potrebbe oscillare dai 3.000 ai 3.750 euro.
Considerata la mole di domanda prevista, se questa dovesse superare l’offerta – come è già capitato in casi di privatizzazioni di questa portata – verrà affettuato un sorteggio che decida a chi assegnare i pacchetti azionari prenotati.
Altro importante punto chiave dell’operazione è la tassazione sui proventi delle azioni: questi saranno sottoposti ad un’aliquota del 26%, la stessa che riguarda i depositi postali – al contrario del Bot e dei BTp, che godono di un tasso agevolato al 12,5%.
Ultimo elemento è il ‘bonus fedeltà’, corrispondente all’assegnazione di un’azione gratuita ogni 20, mantenuta in portafoglio per 12 mesi.
Come ha dichiarato Caio durante la presentazione della quotazione – le cui parole sono state riportate dall’Ansa – le contrattazioni del titolo in borsa potrebbero iniziare tra il 26 e il 27 del mese di ottobre.

Dopo le maxi-Ipo di Eni ed Enel negli anni 90 e le piu’ recenti – e piu’ piccole – operazioni Fincantieri e Ray Way, è il momento di Poste Italiane e Ferrari che vola a Wall Street.