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13 ottobre 2015 | 17:53

Dall’apertura di nuove destinazioni, all’utile nel 2017. Montezemolo presenta il piano per il rilancio di Alitalia

Dopo una giornata, lunedì 12 ottobre, passata a illustrare in modo dettagliato la nuova policy dell’Alitalia (più di quattro ore davanti a tremila dipendenti senza non considerare quelli che assistevano in streaming), il presidente Luca di Montezemolo e il vice presidente di Alitalia e presidente e chief executive officer di Etihad Airways, James Hogan, hanno presentato alla stampa italiana e internazionale il nuovo progetto di rilancio della compagnia aerea che un anno fa è stata salvata in extremis dal tracollo definitivo ma che ancora stenta a decollare in termini di immagine oltre che di funzionalità. Ottimista senza retorica, Montezemolo che ha usato toni e termini chiari e inequivocabili sulla volontà del nuovo management di rimettere in piedi e rendere competitiva l’Alitalia ora forte della partnership con Etihad.

Nella foto, da sinistra James Hogan e Luca Cordero di Montezemolo

“Non abbiamo la pistola puntata alla testa per quanto riguarda la scelta del nuovo Ceo”, ha detto Montezemolo (e poi ribadito Hogan), “siamo un gruppo molto affiatato e forte e sceglieremo la persona giusta senza inutili frette”. Montezemolo ha poi insistito su quanto sia prezioso il rapporto con il cliente che deve essere trattato come un “ospite” e non come un noioso rompiscatole. “Quel che manca ad Alitalia, ma anche al nostro Paese, è però un piano per il turismo, un tour operator nazionale vero e proprio invece di tanti baracconi che ci sono oggi”, ha detto Montezemolo ribadendo poi la conferma “fin nelle virgole” del piano di rilancio e una prossima e consistente campagna di comunicazione che si svilupperà sui vari media oltre, a novembre, il rinnovo totale del sito. “Questo business è in buone mani”, ha aggiunto Hogan che ha anch’egli dichiarato il proprio “impegno a rispettare i piani prefissati”.

Alitalia punta all’utile nel 2017; apre due nuove destinazioni , Città del Messico e Santiago del Cile e farà investimenti in personale e servizi di terra a Fiumicino.

Montezemolo ha insistito più volte sull’importanza del ‘prodotto’ che è composto sia dalla flotta che dai servizi. “Siamo una società di servizi”, ha detto il presidente di Alitalia che ha – durante il suo intervento – richiamato più volte la sua esperienza (e forse anche la sua nostalgia) per la Ferrari. Preannunciati anche grandi cambiamenti di stile (le uniformi verranno ridisegnate) e di comportamenti (due assistenti ai check in, nuove lounge negli aeroporti, apertura di destinazioni strategiche e crescita della loro frequenza, importanza riconosciuta a Malpensa etc.). “In questi mesi non siamo riusciti a trasferire all’esterno il grande mutamento che quest’azienda sta vivendo. Questo è il nostro compito per il prossimo futuro”, ha concluso Montezemolo riferendosi sia alla comunicazione interna che a quella esterna. Ora il passo, ha promesso, sarà diverso. E anche inevitabile.