14 ottobre 2015 | 11:49

Niente accesso al sito della Bild per gli adblocker. La decisione di Axel Springer contro i lettori che utilizzano software anti pubblicità

Il gruppo tedesco Axel Springer ha deciso di interdire l’accesso ai lettori che usano adblocks sul sito del tabloid Bild, intensificando la lotta – portata avanti degli editori – per fermare il guadagno indotto dalla raccolta pubblicitaria on-line in fase di diminuzione. A dare la notizia sulla stampa internazionale è l’agenzia Reuters.

Mathias Döpfner, ceo del Gruppo editoriale Axel Springer (foto Olycom)

Springer ha detto che ai visitatori del sito di Bild, il tabloid più venduto d’Europa, verrà chiesto di ‘spegnere’ gli adblocks o pagare un canone mensile di 2,99 euro ($ 3.40) per navigare sul sito per lo più senza pubblicità. “Chi non disattiva gli adblocker o non paga non può vedere qualsiasi contenuto Bild.de, da ora in poi”, ha detto l’editore in un comunicato diffuso martedì.

Gli editori sono alle prese con il crescente utilizzo di software che blocca la pubblicità online – chiave per mantenere o far crescere il loro reddito nell’era di Internet – ma che molti utenti trovano fastidioso perchè invadente o perchè rallenta il caricamento delle pagine. Circa 200 milioni di persone ha utilizzato sistemi che bloccano della pubblicità nello scorso anno. Il numero di fruitori è in crescita del 40% rispetto all’anno precedente, con una perdita conseguente di intrioti pubblitari pari a 22 miliardi di dollari, secondo quanto riportatato in uno studio di Adobe e PageFair.

Alcuni proprietari dei media statunitensi, tra cui società di video-streaming Hulu e il Washington Post hanno messo in atto azioni analoghe, ma la strategia di Springer è sicuramente la più aggressiva condotta da un editore europeo.

Axel Springer ha convertito il sito di Bild in un cosiddetto modello “freemium” circa due anni fa, con alcuni contenuti rimasti liberi e oggetti come interviste esclusive, storie e fotografie sottoposte al pagamento. La mossa di Axel Springer è la prima iniziativa da un grande editore tedesco e potrebbe accelerare la guerra tra persone che utilizzano blocco della pubblicità e proprietari dei media che contano su introiti pubblicitari come parte del loro modello di business online.