Comunicazione, New media

15 ottobre 2015 | 16:53

Il presidente di Confindustria digitale, Elio Catania: “Necessario definire un nuovo quadro normativo per la protezione dei dati nei trasferimenti internazionali”

“É fondamentale superare al più presto la situazione di profonda incertezza normativa in cui sono state lasciate, dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia europea sul trasferimento transatlantico dei dati personali, le aziende che utilizzano flussi internazionali di dati nella propria ordinaria operatività”. Si è espresso così il presidente di Confindustria digitale, Elio Catania, per unirsi all’appello lanciato da molte organizzazioni nazionali e internazionali, affinché vengano ripristinate, nel più breve tempo possibile, condizioni normative certe ed efficaci per il trasferimento internazionale dei dati.

Elio Catania

Elio Catania, presidente di Confindustria digitale

“Occorre definire con urgenza – ha continuato – un rinnovato quadro normativo in grado di coniugare un adeguato grado di certezza e di armonizzazione a livello comunitario delle regole per la protezione dei dati personali nei trasferimenti internazionali, con la possibilità per l’economia europea di catturare le potenzialità di sviluppo aperte dal digitale, nonché per i cittadini europei di fruire dei servizi che prediligono”.

Si stanno riunendo oggi i garanti europei della tutela dei dati personali a Bruxelles, anche con la commissione europea, proprio per valutare le conseguenze della sentenza della corte di Giustizia del 6 ottobre contro Facebook. L’obiettivo è definire le condizioni normative per consentire il trasferimento internazionale dei dati, anche chiudendo rapidamente il negoziato per il nuovo Safe Harbour.

“Pur prendendo atto della sentenza – continua Catania – non possiamo, infatti, non rilevare come l’annullamento del Safe Harbour crei un danno importante per le migliaia di società, grandi e piccole, che facevano affidamento su tale cornice giuridica per i trasferimenti a fini commerciali di dati personali. È opportuno che si ponga attenzione Il rischio è compromettere sia i flussi del commercio transatlantico che lo sviluppo della stessa economia europea, sempre più basata sui processi e servizi digitali alle imprese e cittadini. Per questo motivo ci uniamo alle altre organizzazioni nazionali e internazionali per chiedere alla Commissione Europea e alle Autorità nazionali per la protezione dei dati personali di assumere come urgente priorità la definizione di un quadro di regole che eviti la frammentazione del mercato digitale europeo, che la stessa Commissione vuole sempre più unico, e che consenta alle imprese di agire efficacemente in uno scenario globale”.

L’appello sottoscritto dalle principali organizzazioni nazionali e internazionali (.Pdf)