Televisione

15 ottobre 2015 | 17:56

Il direttore di Premium Sport, Alberto Brandi: altro che asta truccata, da Mediaset il maggior incremento nella vendita dei diritti tv

(ANSA) ”Il nostro mondo del pallone porta a casa 943 milioni, 164 in più rispetto all’esito dell’apertura delle buste”. Parola e immagini targate Mediaset che, in un servizio sull’assegnazione dei diritti tv della Serie A 2015-2018 a firma del direttore di Premium Sport Alberto Brandi trasmesso oggi alle 13,30 su Italia 1 da Studio Sport, rivendica come, ”conti alla mano, è soprattutto Mediaset a garantire il maggior incremento rispetto al precedente contratto: pur trasmettendo le partite di 8 squadre (prima erano 12) paga infatti il 38% in più”. ”Altro che asta truccata – sottolinea il servizio – Nell’estate del 2014 si cercò una soluzione che rispettasse le regole e che fosse la migliore per operatori, abbonati e calcio italiano. E, checché se ne dica, tutto si svolse in punto di diritto. Anzi… di diritti”.

Alberto Brandi (foto Olycom)

”La Lega – ricostruisce il servizio tv che evidenzia la posizione di Mediaset sulla vicenda diritti tv del calcio di Serie A – ha davanti una soluzione per evitare di finire nel mirino dell’Antitrust e guadagnare il massimo possibile. Bella da vedere, impossibile da realizzare: assegnare il pacchetto B del digitale terrestre a Sky, il pacchetto A del satellite al secondo offerente, Mediaset Premium, che si aggiudicherebbe così anche il pacchetto D: Totale 1.078 milioni. Regole osservate, ma buon senso e tutela dei consumatori calpestati: i due operatori gestirebbero diritti da esercitare su piattaforme su cui non sono presenti: Mediaset sul satellite, Sky sul digitale. Si arriva così all’esito finale: Pacchetto A satellitare a Sky, pacchetto B digitale a Mediaset, che ottiene anche il pacchetto D, poi ceduto al competitor grazie alla sub licenza successivamente autorizzata da Antitrust. Leggi rispettate, fallimento del sistema calcio evitato, pluralità di offerte e tutela per i consumatori garantite. Soluzione che, infatti, viene votata quasi all’unanimità dalle società di calcio: 22 voti a favore su 23. Solo la Fiorentina si astiene”. (ANSA, 15 ottobre 2015)