16 ottobre 2015 | 18:25

Con la legge di stabilità arriva il Canone in bolletta. Si pagherà a rate e solo sulla prima casa. Renzi: nel 2017 scenderà a 95euro

“Il canone era a 113 e ora va a 100. Se lo pagavi il prossimo anno sarà di meno meno. La curva del canone sarà discendente a 95 euro nel 2017, continuerà a scendere e si pagherà in bolletta”. Così Matteo Renzi durante la conferenza stampa il 15 ottobre ha presentato la novità sul Canone Rai inserita nella legge di Stabilità.

Come aveva preannunciato lo stesso Renzi qualche settimana fa, il canone si pagherà in bolletta e subirà una sforbiciata, passando nel 2016 da 113,50 a 100 euro e nel 2017 a 95 euro. Una misura destinata prima di tutto a combattere l’evasione, che nel 2015 dovrebbe sfiorare il 30%, toccando quota 600 milioni.

 

Ancora in definizione il sistema di riscossione, con il testo che prevedrebbe il rinvio dei dettagli ad un decreto del Ministero dello Sviluppo da presentare entro 45 giorni. Il canone, come riferisce Ansa, si pagherà a rate e soltanto sulla prima casa, come il Tesoro ha già precisato nei giorni scorsi. Attualizzando la norma, la tassa non dovrebbe essere più legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari device come smartphone, tablet e pc, con cui si può vedere la Rai. Toccherà eventualmente al singolo utente chiedere l’esenzione dichiarando all’Agenzia delle Entrate il mancato possesso di tali mezzi. Secondo le previsioni, dunque, su 22 milioni di utenze familiari, il nuovo meccanismo frutterebbe l’anno prossimo 2,2 miliardi, circa 500 milioni in più rispetto agli 1,7 miliardi raccolti nel 2015. Un ‘tesoretto’ che il governo potrebbe destinare da una parte all’ulteriore riduzione del canone per gli anni successivi, ma anche a una diminuzione della pubblicità in tv, in linea con le intenzioni del nuovo vertice Rai, che vorrebbe tagliare gli spot sui canali per bambini Rai YoYo e Rai Gulp, o al Fondo per l’editoria.

Matteo Renzi (foto Olycom)

Messo a punto dopo il confronto tra ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Agenzia delle Entrate, Rai e Authority e contatti con l’Enel, il canone in bolletta resta nel mirino di Assoelettrica. In una nota Chicco Testa, presidente dell’associazione che riunisce le imprese elettriche, ha ricordato che “il travaso delle competenze RAI nelle fatture comporta numerose difficoltà di ordine tecnico e giuridico, auspicando “che la definizione delle modalità operative avvenga attraverso un costruttivo confronto con gli operatori e l’Autorità per l’energia, in modo da prevenire equivoci forieri di contenziosi e limitando al massimo gli aggravi burocratici e contabili che graveranno sugli operatori”.

Ai dubbi di Assoelettrica si aggiungono anche quelli del Codacons che, criticando diversi aspetti della legge di stabilità, questa mattina, come riporta Ansa, ha annunciato la presentazione di un ricorso finalizzato ad invalidare il provvedimento relativo al canone in bolletta. “Impugneremo la decisione del Governo di far pagare il canone Rai con la bolletta elettrica e solleveremo questione di costituzionalità”, ha affermato il presidente Carlo Rienzi. “Si tratta infatti di una misura illegittima che contrasta palesemente con la natura giuridica dell’imposta la quale, in base al Regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive e non ha nulla a che vedere con le bollette”.

E nella bozza della legge si stabilità si legge anche: “Sarà multato anche il gestore del servizio di fornitura di energia elettrica se non informerà con cadenza bimestrale l’Agenzia delle Entrate delle morosità e dei mancati pagamenti del canone Rai. La multa sarà di 300 euro per ciascun moroso”. Il testo continua dicendo che, in caso di morosità e inadempimento del pagamento del canone, il gestore del servizio di fornitura di energia elettrica “non opera come responsabile di imposta ed è tenuto ad informare con cadenza bimestrale l’Agenzia delle entrate al fine dell’attivazione delle procedure di recupero. Il mancato adempimento dell’obbligo di informativa a carico del gestore è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo dell’importo del canone indicato in fattura”.