16 ottobre 2015 | 11:26

Il cartello ‘Insieme contro l’azzardo’ si appella alla commissione di vigilanza Rai per eliminare gli spot sul gioco d’azzardo

(Avvenire, 16-10-2015) Nell’attesa che burocrazia e lobby consentano al parlamento l’approvazione di una norma che vieti la pubblicità sul gioco d’azzardo, il cartello ‘Insieme contro l’azzardo’, aderente alla Consulta nazionale Antiusura ‘Giovanni Paolo II’, taglia corto sull’argomento chiamando in causa anche la Commissione di Vigilanza Rai. “I messaggi pubblicitari inneggianti a questo consumo – denuncia l’avvocato Attilio Simeone, coordinatore nazionale del cartello – dietro lo spauracchio di una vincita che cambia la vita, così come ci vengono proposti e reclamizzati in special modo sulle reti di Stato, hanno un carattere fortemente illusorio, ingannevole e fuorviante”.

Attilio Simeone, coordinatore nazionale del cartello ‘Insieme contro l’azzardo’ (foto da LinkedIn)

Queste ‘modalità’ di promozione dei giochi, commenta il legale, finiscono per “frustrare le finalità richieste dal cosiddetto decreto Balduzzi e dalle leggi in materia di comunicazione sociale». Il contenuto di quel decreto “non può ritenersi assolto solo perché lo spot contiene l’avviso che il gioco provoca dipendenza, ma, molto più incisivamente, impone una pubblicità che miri a tutelare le fasce sociali maggiormente esposte al rischio patologico”. La conclusione cui giunge Simeone è netta: “L’attuale format pubblicitario appare illecito” e, per questo, “si richiama l’attenzione della Commissione di Vigilanza Rai che già potrebbe intervenire”. Su questo argomento, e sul tentativo, consumato mercoledì al Senato, di abbinare ddl differenti per rallentare – come dichiarato da parlamentari e associazioni – la norma antispot, è intervenuta anche la Consulta Antiusura, per la quale “il Paese ha un urgente bisogno di questa di legge” perché “sono sotto gli occhi di tutti i danni che l’azzardo procura alle famiglie, all’economia produttiva e alla legalità”.

Le “martellanti campagne pubblicitarie – evidenzia il vice presidente della Consulta, monsignor Alberto D’Urso – espongono la popolazione al rischio del gioco d’azzardo patologico”. La Consulta chiede al presidente del Senato, Pietro Grasso, “di impedire qualunque procedura legislativa volta a prolungare l’approvazione dei disegni di legge che vietano la pubblicità ingannevole”. (Avvenire, 16-10-2015)