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16 ottobre 2015 | 17:29

Entro il 2018 in Italia lo smartphone sarà il device primario di accesso a internet. I risultati dello European+ Digital Behaviour Study di ContactLab

Quali sono gli acceleratori digitali? Che ruolo rivestono i diversi media online? Come si fa a ingaggiare e coinvolgere i consumatori? E come soddisfarli, superando addirittura le loro aspettative? E infine, esistono e per quali Paesi le potenzialità di internazionalizzazione del proprio e­commerce, e con quali leve?

Queste e altre le domande al centro del nuovo E+DBS15, la ricerca firmata ContactLab, che da sei anni fotografa l’evoluzione dei comportamenti della popolazione internet italiana ed europea. Due le novità per questa edizione, realizzata analizzando le risposte di 15mila consumatori: i trend europei degli ultimi tre anni nelle abitudini di navigazione, uso dei device, e­commerce, uso dell’email degli utenti tra i 16 e i 65 anni che si connettono regolarmente, almeno una volta a settimana, ad internet e l’estensione del panel a quattro aree metropolitane extraeuropee: New York e Los Angeles in USA, Shanghai e Guangzhou in Cina, dove sono stati presi a campione gli online shopper.

Uno dei dati più significativi riguarda lo smartphone che entro il 2018 sarà il device primario da cui la popolazione italiana consulterà internet. Nell’ultimo anno gli utenti regolari della Rete sono cresciuti di due milioni di unità (+8%) e questo grazie soprattutto all’utilizzo di una connessione mobile. Proiettando la crescita degli ultimi 3 anni (+96%, quasi il raddoppio) dell’adozione dello smartphone come strumento di navigazione al 2018, oggi usato da quasi 16 milioni di italiani tra i 16 e i 65 anni, sostiene la ricerca, ci sarà questo superamento, che trasformerà le esigenze dei consumatori affinando le loro aspettative nei confronti dell’esperienza vissuta quando si relazionano con un brand.

Crescono con costanza anche gli online shopper. Negli ultimi due anni in Italia sono aumentati di 4 milioni di unità, distribuiti tra tutte le categorie merceologiche, anche se, rispetto agli altri Paesi europei, è ancora lontana in termini di potenzialità di adozione dello strumento. Nell’ultimo anno 12.4 milioni di cittadini, pari al 43% degli utenti internet regolari, hanno fatto almeno un acquisto online. La categoria più popolare continua ad essere l’abbigliamento, acquistato online dal 46% degli online shopper, con una spesa media di 408€, i trasporti o viaggi (41%), mentre la più interessante, da monitorare, sono gli alimentari, per i quali gli online shopper (14%) hanno speso in un anno in media 200 euro.

Pressochè invariata la spesa procapite, pari circa a 1200€, con PayPal si conferma al primo posto scalzando il primato della carta prepagata, storicamente lo strumento più utilizzato dagli online shopper nostrani.

L’email è, ormai da anni, l’azione più diffusa in Italia (e in Europa) durante la navigazione online. L’82% degli utenti internet regolari italiani è iscritto ad almeno una newsletter, e da anni va consolidandosi la tendenza a fidarsi dei contenuti delle newsletter che si è scelto di ricevere. Proprio per questo l’email, oltre ad essere la prima scelta tra i canali digitali quando si decide di rimanere in contatto con i brand, esercita una forte influenza sulle decisioni di acquisto: il 63% degli iscritti ad almeno una newsletter dichiarano di essersi recati in negozio a comprare il prodotto pubblicizzato nell’email, mentre il 42% di acquistare direttamente online partendo da un link in newsletter. Comportamenti che sono andati intensificandosi negli anni mostrando un consumatore sempre più evoluto e consapevole.

Per quanto riguardo lo shopping oltreconfine e l’attrattività dei prodotti italiani all’estero, la ricerca spiega che quasi il 25% della spesa media annuale europea viene fatta oltreconfine; gli italiani sono tra gli online shopper più abituati ad acquistare online su siti esteri, seguiti da Gran Bretagna, Germania, USA e Cina. Una conferma che il Made in Italy è una garanzia di unicità e affidabilità in tutto il mondo, tanto che ad esempio un online shopper su tre nell’area cinese, e un online shopper americano su quattro consiglierebbero di fare un acquisto su un sito italiano. All’Italia viene soprattutto riconosciuta l’alta qualità e l’unicità dei prodotti, e soprattutto l’affidabilità e la sicurezza dei siti web italiani.