19 ottobre 2015 | 18:35

Online i risultati del Concorsone Rai per giornalisti. Ma i nomi dei primi cento non vengono resi pubblici. Usigrai: scelta incomprensibile che rischia di inquinare un percorso trasparente

(Repubblica.it) La Rai sceglie i suoi 100 nuovi cronisti. La televisione di Stato ha deciso i nomi dei vincitori del concorso per giornalisti professionisti che ha avuto inizio il 24 aprile 2014 quando fu chiuso il termine per la presentazione delle domande. Ma i nomi non vengono resi pubblici.

A sorpresa, nel sito http://www.lavoraconnoi.rai.it/, la tv di Stato permette l’accesso ai dati alle sole persone che hanno preso parte alla selezione. Una scelta che l’ufficio Risorse Umane di Viale Mazzini ha preso dopo aver consultato i suoi legali.

 

L’azienda fa sapere che intende tutelare la privacy dei vincitori. Tra questi – ecco il punto – ci sono colleghi che sono già alle dipendenze di altre testate. Editori che magari non sono state preavvertiti del tentativo di loro cronisti di emigrare verso i lidi della Rai.

La conferma arriva dalla lettera di ringraziamento che Ferruccio de Bortoli invia alla Rai come presidente della Commissione esaminatrice.

L’ex direttore del Corriere della Sera si dice impressionato dalla qualità dei partecipanti – colleghi che spesso non hanno avuto le certezze di un contratto a tempo indeterminato, scrive – ed anche dai giornalisti che hanno già un contratto stabile con altre testate, eppure hanno partecipato al concorso.

I giornalisti vincitori entrano in una graduatoria di persone alle quali Viale Mazzini potrà offrire un contratto di lavoro a tempo determinato (la cui durata non è precisata). La graduatoria avrà una validità di 3 anni, prima di scadere. L’accettazione del contratto a termine implica, per il cronista, la rinuncia a qualsiasi contenzioso legale abbia avviato con la Rai in passato.

I vincitori hanno fatto il pieno di punti dopo tre prove d’esame, la prima sostenuta – con non poche polemiche – a Bastia Umbra. A questi punti guadagnati sul campo si sono aggiunti quelli legati al possesso del 4 titoli (laurea triennale, laurea quinquennale, punteggio di laurea superiore a 105, frequenza di un master).

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La nota dell’Usigrai sulla Selezione Pubblica

Una scelta incomprensibile. Che rischia di inquinare un percorso trasparente fin qui seguito, del quale la Rai Servizio Pubblico dovrebbe vantarsi.
La mancata pubblicazione della graduatoria della selezione per giornalisti è un boomerang.
Grazie a un lavoro eccellente della Commissione d’esame, presieduta con competenza e prestigio da Ferruccio De Bortoli, abbiamo oggi una graduatoria di 100 professionisti di altissimo profilo, prova anche del fatto che la Rai è ancora una azienda fortemente attrattiva per quanti lavorano in altre realtà editoriali.
La Rai ci ripensi e renda noti i nomi di chi con merito, con sacrificio e mettendosi in gioco, ha guadagnato il diritto all’accesso al Servizio Pubblico.

Esecutivo Usigrai