Mercato

19 ottobre 2015 | 17:20

“L’acqua non ci ha rammollito”, la campagna social per aiutare il pastifico Rummo dopo l’alluvione nel beneventano

“Siamo onorati e commossi di tanta solidarietà” dichiara Cosimo Rummo, Presidente e ad dell’omonimo pastificio dopo la campagna spontanea nata sui social network #SaveRummo in seguito all’alluvione che ha colpito il beneventano. “Un’ondata di quasi quattro metri – ha raccontato – ha investito tutto il sito produttivo, ma stiamo alacremente lavorando per riportare lo stabilimento alla normalità. Contiamo di parlare presto con precisione dei tempi di recupero a tutti quelli che ci stanno a cuore, dipendenti, clienti e anche a chi ha espresso il suo amore per la nostra pasta”.

Cosimo Rummo, presidente e ad di Rummo (foto da italiaatavola.net)

Come le altre aziende di Benevento anche Rummo è stata coinvolta nella notte tra il 14 e il 15 ottobre da una calamità naturale: alcune linee di produzione sono state danneggiate, le più importanti – comunica l’azienda – saranno però in grado di ripartire a breve. Tutti – continua il comunicato – dalla famiglia Rummo ai dipendenti alle squadre coinvolte nelle pulizie stanno lavorando e nel giro di quattro/sei settimane dovrebbe ripartire il 70% della produzione.

“Siamo considerati da tutti un punto di riferimento nell’alto di gamma per le tecnologie e i processi di produzione all’avanguardia, per i nostri uomini e la filosofia che ci anima, un po’ d’acqua non ci può fermare – continua Cosimo Rummo, quinta generazione di pastai – anzi il calore che in queste ore ci viene dimostrato ci dà la forza per tornare velocemente a produrre più motivati di prima”.

La famiglia Rummo fa sapere di non essere autrice della campagna di solidarietà virale, nata spontaneamente sul web. In un giorno ha raggiunto oltre 90.000 like, coinvolgendo sia gli appassionati sia gli addetti ai lavori come i giornalisti che hanno chiamato a raccolta gli chef perché contribuiscano a sostenere l’azienda.

Rummo, con un fatturato di oltre 100 milioni di euro, dal 1846 produce 140 formati di pasta. Esporta i suoi prodotti in 45 nazioni. La quota delle esportazioni è del 35% e i principali mercati stranieri sono gli Stati Uniti d’America, il Giappone, la Gran Bretagna e la Germania.