20 ottobre 2015 | 18:12

“I dati di ascolto rilevati da Sky col suo decoder non rispecchiano la realtà televisiva italiana”. Cairo risponde a Grasso: più elegante e corretto non diffondere i dati

Mentre continua il silenzio dei dati Auditel, da alcuni giorni Sky ha iniziato a pubblicare i dati relativi agli ascolti dei suoi programmi rilevati attraverso i decoder della pay tv. La scelta ha suscitato diverse reazioni, a cominciare dal plauso del critico tv Aldo Grasso che in suo intervento, sul ‘Corriere della Sera’ di domenica 18 ottobre ha sottolineato soprattutto la possibilità di seguire il dipanarsi degli ascolti nel corso di tutto il programma, generando, per usare una sua espressione “l’elettrocardiogramma del flusso tv”.

“In assenza dei dati che, per trent’anni, hanno regolato il mercato, la pay tv sfodera uno strumento pressoché unico e già perfettamente funzionante”, dice Grasso, spiegando come in questo modo sia possibile fotografare le abitudini di consumo di 4.5milioni di italiani, svincolandosi dalle logiche principalrmente pubblicitarie (“per quello servono metriche condivise, con buona pace di chi vorrebbe un mondo senza Auditel”), ma guardando al lato editoriale.

Aldo Grasso (foto Olycom)

Aldo Grasso (foto Olycom)

A stretto giro oggi sullo stesso quotidiano è arrivata la risposta di Urbano Cairo, presidente di La7, che ha espresso alcune perplessità. A cominciare dal fatto che il campione sul quale è effettuato il rilevamento in quanto “è ricavato solamente tra gli abbonati a Sky e non riflette la maggioranza della popolazione italiana che non è abbonata a Sky”. Infine una stoccata a Sky: “sarebbe certamente stato più elegante e corretto da parte di Sky non pubblicare alcun dato in queste due settimane di sospensione delle pubblicazioni, ma in mancanza di questa eleganza credo che l’Agcom possa intervenire per evitare un uso distorsivo di dati, in assenza di dati super partes”.

Ecco di seguito i testi dei due interventi.
Aldo Grasso sul Corriere della Sera -15.10.2015

“Gli ascolti in tempo reale, l’audience in diretta: ora è possibile. Mentre l’Auditel tace per quindici giorni, abbiamo provato per una settimana il sistema «alternativo», che aggiunge alla rilevazione degli ascolti una novità eclatante: con «Smart Panel Real Time» messo a punto da Sky l’ascolto si dipana sotto i nostri occhi nel momento stesso in cui il programma è in onda. Così è possibile seguire le curve degli ascolti di quello che vediamo sul teleschermo «live», come fosse l’elettrocardiogramma del flusso tv.
Martedì sera abbiamo potuto seguire lo scontro fra i talk di Rait3 e di La7. O, ancora, giovedì sera, vedere le prestazioni di «X Factor» minuto per minuto: bene gli ascolti nella prima parte del programma, un po’ in calo nella seconda parte; bene le performance live, un po’ di zapping «in uscita» sui commenti della giuria; curva subito in salita per Sky Uno sul canale 108, maggiore lentezza per il nuovo posizionamento sul canale 105.
Alla fine, la curva si attesta poco sopra al milione di spettatori, cui se ne aggiungono altri 450.000 fra on-demand, visioni differite e altri «device». In assenza dei dati che, per trent’anni, hanno regolato il mercato, la pay tv sfodera uno strumento pressoché unico e già perfettamente funzionante: «Real Time» lavora sui diecimila decoder che fanno parte dello «Smart Panel Sky». Un campione dei 4 milioni e mezzo di abbonati sul quale è possibile fotografare abitudini di consumo e «familiarità» con la tecnologia (in quanti utilizzano, ad esempio, il tasto blu «re-start»?), ma soprattutto verificare l’andamento in tempo reale (entro 5 secondi): non tanto, dunque, un dispositivo destinato al mercato pubblicitario (per quello servono metriche condivise, con buona pace di chi vorrebbe un mondo senza Auditel), quanto un potente strumento editoriale, un termometro «live» dei gusti degli spettatori più mobili e evoluti (continua)” (Corriere della Sera, 18 ottobre – Aldo Grasso)

Urbano Cairo sul Corriere della Sera – 20.10.2015

Urbano Cairo

Urbano Cairo

“Caro direttore,
nel leggere l’articolo sul Corriere della Sera di domenica a firma Aldo Grasso e dal titolo «Dati d’ascolto in stile Sky, in tempo reale i gusti degli spettatori» mi sono venute spontanee alcune considerazioni in merito al tema delle rilevazioni d’ascolto di cui vi siete molto occupati di recente e che spero possano dare un contributo di eticità e chiarezza a questo argomento di pubblico interesse, tanto è vero che è sottoposto al controllo di un’Authority come Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Auditel, per le problematiche note, ha deciso di sospendere per due settimane la pubblicazione dei dati di ascolto. Mi ha stupito leggere su un giornale autorevole come il Corriere della Sera e a firma di un altrettanto autorevole critico televisivo un articolo che dà una patente di credibilità, pur con alcuni sommessi distinguo e riconoscendone la non utilizzabilità per il mercato pubblicitario, ad una rilevazione manifestamente di parte come l’immodestamente chiamato «smart panel real time», in quanto realizzato da Sky, ovvero uno dei broadcaster rilevati da Auditel (nel cui consiglio di amministrazione sono recentemente entrati due dirigenti di Sky). Oltretutto il panel di Sky, come scritto nell’articolo, è un campione non rappresentativo della popolazione televisiva italiana perché è ricavato solamente tra gli abbonati a Sky e non riflette la maggioranza della popolazione italiana che non è abbonata a Sky. Sarebbe certamente stato più elegante e corretto da parte di Sky non pubblicare alcun dato in queste due settimane di sospensione delle pubblicazioni, ma in mancanza di questa eleganza credo che l’Agcom possa intervenire per evitare un uso distorsivo di dati, in assenza di dati super partes. E forse, in un momento come questo, ci si poteva aspettare una maggiore prudenza anche da parte di Aldo Grasso prima di dare una patente di credibilità ad una ricerca di parte”. (Corriere della Sera, 20 ottobre – Urbano Cairo)