20 ottobre 2015 | 10:22

Giornalista siciliano, collaboratore dell’Agi minacciato di morte: “Ti acceco con le mie dita. Anche se mi arrestano vengo a cercarti”.

“Ti acceco con le mie dita. Ho preso la mia decisione, anche se mi arrestano c’e’ chi viene a cercarti. Tu morirai”. Queste le minacce arrivate al giornalista siciliano Paolo Borrometi, 32 anni.

Paolo Borrometi

Il giornalista – collaboratore dell’Agi e direttore del sito web ‘laspia.it’ – è stato minacciato pubblicamente di morte sul noto social network Facebook da Venerando Lauretta, gia’ in carcere per associazione mafiosa. A riportare la notizia è il sito dell’Agi su cui si leggono le dichiarazioni di Lauretta: “Ora vai a denunciarmi, voglio pagarti il reato che commetto su di te. Ti verro’ a trovare pure che non vali i soldi del biglietto, saro’ dietro la tua porta. Mi viene da ridere pensando il giorno che sei tra le mie mani. Ti devo accecare con le dita, non ti salva neanche Gesu’ Cristo. Il tuo cuore verra’ messo nella padella e dopo me lo mangero’. Ho preso la mia decisione, anche se mi arrestano c’e’ chi viene a cercarti, tu morirai”.

Borrometi – già da tempo sotto tutela per diverse intimidazioni e un’aggressione che gli ha lasciato una menomazione alla spalla – ad agosto scorso era stato minacciato di morte da Gionbattista Ventura, fratello di Filippo Ventura che, per la Direzione Nazionale Antimafia (Relazione 2014) e’ il capomafia di Vittoria (Ragusa) e per questa motivazione è in carcere.
Ventura aveva scritto: “Ti scippero’ la testa, saro’ il tuo incubo. Ti scippero’ la testa ovunque, anche all’interno del Commissariato di Vittoria”. Paolo Borrometi su Facebook commenta: “Quale sarebbe (stavolta) la mia colpa? Quella di avere denunciato, fra gli altri, anche Venerando Lauretta e suo figlio (Riccardo) per minacce e ingiurie. Per Lauretta, suo figlio no, non dovevo denunciarlo. Lui poteva e puo’ minacciarmi, a seguito di alcuni miei articoli sulle attivita’ illegali della famiglia Lauretta nel Mercato di Vittoria, ma io no, non potevo ne’ dovevo denunciarlo. Perche’ per Lauretta – scrive Borrometi – “loro” possono fare e minacciare di morte tranquillamente. Noi non possiamo denunciare. Eppure chi crede nella Giustizia, deve denunciare e sa che accanto avra’ le forze dell’ordine. Cosi’ come sono certo sara’ anche questa volta con me. Sono stanco, dobbiamo fare quadrato contro questi mezzi uomini. Denunciare sempre e stare accanto a chi denuncia”.