21 ottobre 2015 | 17:55

Terminate le votazioni sui cinque articoli del ddl della riforma Rai. Entro stasera l’approvazione finale, poi il testo tornerà al Senato

È ripreso oggi alla Camera l’esame della riforma della Rai. Il via libera del ddl è previsto per stasera. L’obiettivo è arrivare all’ok definitivo del Senato entro novembre. Nel pomeriggio di ieri via libera all’articolo 1 del ddl che contiene la disciplina sul contratto nazionale di servizio che stabilisce, tra l’altro, che il rinnovo del contratto di servizio avvenga non più ogni tre anni, ma ogni cinque, e all’emendamento all’articolo 2 sulla selezione dei componenti del cda di designazione della Camera e del Senato.

Vinicio Peluffo

Vinicio Peluffo, uno dei relatori del ddl Rai

Gli articoli 2 e 3 della riforma, che disciplinano rispettivamente la nuova governance dell’azienda di viale Mazzini l’attività gestionale della Rai.  Entrambi gli articoli hanno subito modifiche rispetto al testo arrivato dal Senato, attraverso l’approvazione di alcuni emendamenti presentati dai relatori.

Secondo il nuovo articolo 2, la Rai dovrà rendere pubblici i compensi dei ”soggetti, diversi dai titolari di contratti di natura artistica, che ricevano un trattamento economico annuo omnicomprensivo a carico della società pari o superiore a 200mila euro”. Il cda  sarà composto da sette e non più nove membri. Si fa inoltre riferimento alla figura del presidente di garanzia, la cui nomina diviene efficace dopo l’acquisizione del parere favorevole dei due terzi della Commissione di Vigilanza. Nel corso del dibattito in aula sono state apportate due modifiche al testo uscito dalle Commissioni: una relativa ai tempi delle procedura per la nomina dei quattro membri del cda eletti dalla Camera e dal Senato e una sulla trasparenza dei compensi dei dirigenti, compresi i giornalisti, con uno stipendio sopra i 200mila euro. Per quanto riguarda l’articolo 3, sono state modificate le regole per la concessione degli appalti della tv pubblica. Un ulteriore emendamento approvato elimina il riferimento alla distribuzione e promozione dei programmi, attività che vengono quindi escluse dalla deroga.

Approvati, dopo il question time, anche gli articoli 4 e 5 del ddl di riforma Rai, quest’ultimo relativo alle norme transitorie. L’articolo prevede in sostanza l’arrivo del ‘super-Dg’: in fase di prima applicazione della riforma e sino al primo rinnovo del Cda successivo alla data di entrata in vigore della legge, infatti, “il direttore generale esercita, oltre alle attribuzioni ad esso spettanti, anche i poteri e i compiti attribuiti all’Amministratore delegato”. Con il via libera all’articolo 5 sono terminate le votazioni sugli emendamenti e gli articoli del ddl. L’Aula passa ora al voto sugli ordini del giorno e, a seguire, si svolgerà il voto finale sulla riforma, che dovrà poi tornare al Senato, avendo subito modifiche nel passaggio alla Camera.