26 ottobre 2015 | 14:03

L’accordo con Google per rilanciare Yahoo!. Le mosse del ceo Mayer che per rimettere in carreggiata la società torna al suo core business degli anni ’90: i motori di ricerca

Un accordo tra due ex rivali come segno dell’ingresso di Internet nell’età della sua maturità. Lo scrive Greta Sclaunichsul ‘Corriere Economia’ di lunedì 26 ottobre, prendendo come spunto il patto siglato tra Google e Yahoo!, annunciato nei giorni scorsi durante la presentazione dei conti trimestrali della società amministrata da Marissa Mayer che ha definito l’alleanza il primo passo di un grosso restyling.

Marissa Mayer

Marissa Mayer, Ceo Yahoo (foto Olycom)

Dati tutti in ribasso, dal fatturato, agli utili, con un’inevitabile ripercussione sulle stime per il prossimo anno. Ma c’è una novità che “fa ben sperare: il fatturato proveniente dal motore di ricerca è cresciuto del 2% arrivando a 870 milioni di dollari”. Da questo dato bisogna partire per raccontare la partnership con Google, che segue a quelle siglate in precedenza con Microsoft, Mozilla e Oracle, mentre continuano a rincorrersi le voci di una possibile allenaza con Apple. “Mountain View fornirà a Sunnyvale non solo contenuti pubblicitari ma anche algoritmi e servizi di ricerca per le immagini, sia per desktop che per dispositivi mobili. L’accordo è di lunga durata: questi servizi saranno validi fino alla fine del 2018 e, come spiega Yahoo! in una nota, andranno a completare i servizi di ricerca già avviati con Microsoft”.

Per Yahoo! la scelta di puntare sui motori di ricerca è un “ritorno alle origini”, “al core-business che ne aveva decretato la fortuna negli anni 90. Poi, con l’avvento dei rivali e il successo di Google, Yahoo! aveva iniziato un lento declino: è dal 2008 che l’azienda arranca”. Già nel 2000 c’era stata una partnership con Big G, con “Google che si impegnava a fornire risultati di ricerca e pubblicità alla piattaforma di Yahoo!. Poi, nel 2004, la decisione di Yahoo! di puntare su sistemi fatti in casa, interrompendo la collaborazione. “Salvo poi sottoscriverne un’altra, sei anni dopo, con Microsoft. Il contratto, di durata decennale, non aveva mai portato grandi risultati. Per questo Marissa Mayer ha ricominciato a corteggiare Big G”, con l’obiettivo di arrivare a buoni risultati sui dispositivi mobili. “Non a livello globale, però. L’accordo è valido per il Nord America, l’Australia, la Nuova Zelanda, alcuni paesi dell’Asia e dell’America Latina e tutta l’Africa. Manca l’Europa. Da noi, Mountain View è sotto le lenti dell’Antitrust con l’accusa di «abuso di posizione dominante» per i servizi di ricerca e sul
sistema Android. Un accordo del genere rischia di aggravare la sua posizione”.