27 ottobre 2015 | 10:17

Francesco Caio, ad Poste Italiane: la quotazione in Borsa è un grande traguardo, ma anche punto di partenza. I nostri valori al servizio di un Paese che si è rimesso in moto

Il primo giorno di quotazione di Poste Italiane è “un grande traguardo per l’azienda e un punto di partenza. L’azienda porta in Borsa i suoi valori storici e l’impegno a continuare a servire i cittadini, imprese, Pa nei loro territori”. Lo ha detto l’ad di Poste Italiane, Francesco Caio, a margine della cerimonia di avvio delle contrattazioni al Mercato Telematico Azionario di piazza Affari. Lo riporta Italpress.

Francesco Caio (foto Olycom)

“Mettiamo questi valori – ha aggiunto Caio – al servizio di un Paese che si è rimesso in moto. Speriamo che questa operazione possa aiutare tutto il sistema italiano a continuare la sua marcia di crescita e sviluppo che mi sembra finalmente avviata”. Ha poi parlato della missione sociale di Poste, che “continua e si rafforza. Si proietta in un mondo fatto di digitalizzazione dove servirà essere in grado di recuperare capitali sul mercato. L’operazione di oggi ci mette esattamente in questa condizione. Poste è quotata per essere sempre più forte”.

La quotazione – continua Caio, durante la cerimonia a Piazza Affari – è “allo stesso momento un traguardo e un punto di partenza. Il profilo identitatorio di Poste Italiane è unico: è fatto di attenzione, fiducia, rapporti umani, intersezione profonda con le comunità. Stiamo proiettando questi valori nel futuro, mettendoli al servizio di cittadini, imprese e Pa, i cui bisogni cambiano, come cambia il mondo in cui ci muoviamo. Poste quotata è Poste di questo mondo che cambia”.

Caio ha anche ricordato che “la platea degli investitori ha reagito molto bene. Più di 300mila cittadini si sono iscritti per comprare le azioni e più di 300 istituzioni hanno espresso un interesse fortissimo ad investire in Poste. Oggi nei loro confronti ci prendiamo l’impegno ad attuare i piani che abbiamo loro illustrato”. “Questa transazione – ha aggiunto – va al di là dei numeri. È l’esempio – mi auguro il primo di una lunga serie – di come l’Italia si possa e si debba fare sistema per portare il Paese in una fase di sviluppo”. Infine, Caio ha concluso definendo l’azienda “una bellissima avventura che da oggi diventa un progetto industriale trasparente su cui ogni giorno verremo misurati, una misura che non ci fa paura ma ci inorgoglisce, dandoci lo stimolo per fare sempre meglio”.