Nemmeno un euro del recupero dell’evasione del canone andrà all’azienda. L’Usigrai: il governo spinge il servizio pubblico su un terreno commerciale

(AGI) “Neanche 1 euro del recupero dell’evasione del canone Rai finira’ nelle casse dell’azienda di viale Mazzini e per di piu’ e’ confermato il taglio del 5% gia’ deciso con la precedente Legge di Stabilita’. In sostanza, si chiedono soldi ai cittadini dicendo che sono per la Rai e li si utilizzano per altro”.

Vittorio di Trapani

Vittorio di Trapani, segretario Usigrai

E anziche’ aumentare il tasso di Servizio Pubblico della Rai, “obiettivo dichiarato del governo”, si spinge l’azienda “ancora di piu’ nel terreno commerciale”. Lo dice l’esecutivo Usigrai a proposito della manovra in discussione, che “blocca i ricavi da canone per la Rai alle cifre degli ultimi anni”. Per l’Usigrai “in questi giorni e’ andata in scena una grande bufera sulla Rai e il canone che non ha fatto altro che aumentare l’impopolarita’ della tassa piu’ evasa d’Europa”, e la verita’ – dice l’esecutivo – sta appunto nel fatto che neanche 1 euro del recupero dell’evasione finira’ nelle casse Rai. Secondo l’Usigrai questo provvedimento costringera’ l’azienda di Servizio Pubblico a inseguire i ricavi di pubblicita’ per poter disporre di risorse per investire, innovare, migliorare il prodotto. “Difficile che cosi’ il canone possa non risultare una tassa odiosa” e “ci chiediamo – conclude l’esecutivo Usigrai – se l’azienda era a conoscenza di questo indirizzo del governo”. (AGI, 27 ottobre 2015)

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