28 ottobre 2015 | 17:44

Un blitz della polizia turca interrompe le trasmissioni dei canali tv anti Erdogan in vista del voto anticipato di domenica. Il portavoce del Consiglio d’Europa, Holtgen: dubbi sul rispetto della libertà di stampa nel paese

A pochi giorni dalle elezioni in Turchia, una nuova stretta sui media critici verso il governo Erdogan. Questa mattina la polizia ha compiuto un blitz nella sede del gruppo editoriale Ipek a Istanbul per evacuare i dipendenti e far entrare gli amministratori nominati dal tribunale per sostituire la gestione attuale, accusata di legami il magnate e imam Fethullah Gulen, ex alleato diventato nemico numero uno del presidente. Le immagini in diretta dalle tv turche, come riporta l’agenzia Ansa, hanno mostrato scontri tra forze dell’ordine e sostenitori del gruppo Ipek, che controlla i quotidiani Bugun e Millet e i canali Bugun Tv e Kanalturk.

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

“Questa è una censura dei media per cercare di influenzare le elezioni” anticipate di domenica prossima, ha accusato in diretta il direttore di Bugun tv, Tarik Toros. Durante il blitz la polizia avrebbe usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla e fermato diverse persone, tra cui diversi deputati dell’opposizione e alcuni giornalisti. E proprio la tessera stampa insanguinata nelle mani di Mustafa Kilic, reporter del quotidiano Millet, sta diventando l’immagine simbolo di questa nuova azione repressiva.

“Le irruzioni compiute nelle sedi dei media e la presa di controllo dei loro beni a qualche giorno dalle elezioni solleva dubbi sul rispetto della libertà di stampa in Turchia”, ha commentato il portavoce del Consiglio d’Europa, Daniel Holtgen, ricordando come dei quasi 90 allarmi inseriti sulla piattaforma per la protezione dei giornalisti gestita dal Consiglio d’Europa, 30 riguardano fatti accaduti in Turchia.