Mercato

29 ottobre 2015 | 12:22

L’agenzia The Talking Village lancia YourBrand.Camp, piattaforma collaborativa per aziende e opinion leader della rete per fare marketing in modo trasparente

La prima start up di cocreazione per progetti di comunicazione ‘più umani’ in cui le imprese mostrano l’anima. Con questi obiettivi nasce YourBrand.Camp, lanciato dall’agenzia The Talking Village che permette, come si legge in un comunicato, a persone attive in rete e imprese di lavorare a stretto contatto. Il risultato sono progetti di comunicazione di nuova generazione, secondo un approccio di comarketing e coblogging, in cui i partecipanti diventano a tutti gli effetti partner e stakeholder: non ‘influenzano’ solo il loro seguito, ma l’azienda stessa.

In questi giorni parte l’iniziativa sulla sostenibilità dell’ambiente domestico di Dyson, marchio che ha inventato il primo aspirapolvere senza sacchetto, e la campagna #OperazioneFalsiMiti delle industrie della pasta e del dolce aderenti ad Aidepi. Aziende che hanno una storia da raccontare e blogger sono invitati a prendere contatto e mettersi in gioco. Social network e relazioni con gli influencer sono le aree in cui i responsabili marketing digitale dichiarano di voler investire di più nei prossimi anni. In particolare il 53,8% dei manager intervistati cita le relazioni con gli influencer.

In totale controtendenza rispetto alla distribuzione di contenuti sponsorizzati fatta in serie che dilaga sul web, l’obiettivo è lavorare insieme agli influencer mostrando l’anima delle imprese con le quali decidono di cooperare e i progetti che hanno a cuore, realizzando esperienze di empowerment, capaci di premiare risultati veri di ‘storyselling’ e non la visibilità fine a se stessa. Un luogo in cui aziende e social stakeholder lavorano a diretto contatto, con remunerazioni meritocratiche e trasparenti.

Il meccanismo di YourBrand.Camp è semplice. Come spiega il comunicato l’azienda (o l’agenzia di comunicazione) apre il proprio Brand Camp, gestito da un referente dell’impresa che si presenta e dichiara la propria missione. L’azienda si apre alla conversazione e al lavoro diretto con la rete lanciando un’anteprima prodotto, una campagna di informazione, un evento. Gli opinion leader si uniscono ai camp maggiormente in linea con i loro interessi e sono coinvolti fin dalla genesi dei progetti in una logica di cocreazione. Nelle aree di conversazione dedicate discutono prodotti, strategie e iniziative direttamente con le aziende avanzando proposte. Una volta informati apportano idee e storie che riempiono di significato concreto i valori dell’azienda, portando in vita i messaggi del brand. Una ToolBox è a loro disposizione per suggerire messaggi e tecniche creative, ma non impone script o contenuti standard lasciando massima autonomia di combinare spunti, messaggi e visual. Questo coinvolgimento, unito alla libertà creativa, produce advocacy, cioè sostegno sincero da parte degli influencer, che a sua volta genera contenuti migliori e quindi risultati migliori, attentamente misurati sulla base di kpi e precise call to action in termini di lead, conversioni, acquisti: si produce reach qualitativa e non solo quantitativa. L’unico requisito obbligatorio è la trasparenza: quando l’influencer parla di un determinato prodotto o iniziativa dichiara pubblicamente la genesi della collaborazione.

Non solo ranking: una community altamente selezionata, e già testata da brand quali Findus, Dyson, Aidepi, Dash. Per la Founder Flavia Rubino si va verso il marketing ‘con’ le persone e non ‘alle’ persone senza filtri e con relazioni genuine. “Se consideriamo che l’attenzione media di un lettore del web diminuisce continuamente e oggi è di appena sette secondi ‐ dichiara – si capisce che i contenuti standardizzati non funzionano e che la visibilità senza una relazione genuina finisce per danneggiare sia l’azienda che l’influencer. I tempi sono maturi per un cambio di paradigma, ovvero fare marketing con le persone e non alle persone. Per questo come YourBrand.Camp vorremmo aggregare anche nuove firme dei social, desiderose di crescere e migliorare le proprie skill di comunicazione sposando questa nuova cultura, e imprese innovative o start up dispostea comunicare prodotti o servizi con nuove modalità più efficaci”.