29 ottobre 2015 | 16:58

Marco Patuano, ad Telecom: nessun legame tra Vivendi e Xavier Niel, il cui ingresso in società significa che stiamo facendo bene

Nessun legame tra Vivendi, primo socio di Telecom Italia con il 20% circa, e il magnate francese Xavier Niel. Ne è convinto l’amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano, che ha commentato l’acquisto di una quota pari all’11% della società di telecomunicazioni da parte di Niel, si legge su Ascanews.

“Personalmente non credo ci sia un fronte comune tra i due – ha dichiarato, parlando a margine di un evento sulla Smart City – anche perché banalmente se superassero il 30% avrebbero ripercussioni di tipo giuridico, non penso che ci sia una liaison tra i due”. Alla domanda quindi se Vivendi e Niel potessero essere degli avversari, Patuano si è limitato a dire: “Questo non lo so”. L’ad di Telecom, infine, ha spiegato di non aver avuto contatti con Niel. “No, non abbiamo avuto contatti”, ha detto.

Marco Patuano, ad di Telecom (foto Olycom)

L’ingresso del francese Xavier Neil in Telecom – ha poi detto convinto Patuano, come riporta Italpress – è la conferma che l’attuale management dell’azienda telefonica sta facendo bene. E ha sottolineato come “il fatto che noi abbiamo investitori esperti di media e telecomunicazioni che guardano con grande interesse il nostro titolo, significa che la strategia che stiamo mettendo in campo crea valore. È troppo facile dire che gli azionisti sono tutti benvenuti. In questo caso – ha aggiunto – credo che non stiamo parlando di azionisti che non sanno di cosa si stia parlando, ma di azionisti che sono del settore e quindi secondo me è un’ulteriore conferma che stiamo facendo bene”.

Marco Patuano ha anche parlato della proposta di fusione Oi-Tim Brasil del magnate russo Fridman. “In assenza di una profonda revisione del contesto regolatorio è oggettivamente impossibile una integrazione” ha detto. “Il contesto brasiliano ha delle normative che richiedono l’attualizzazione sulla telefonia fissa”, ha continuato. Il cda di Oi ha preso atto di aver ricevuto la proposta condizionata alla possibilità di integrarsi con noi però nessuno ci ha interpellato se noi vogliamo integrarci con loro. Quindi il cda di Oi non poteva fare altro che prendere atto della proposta. Come ho sempre detto guardiamo al Brasile in un’ottica di creazione di valore”, ha concluso.