30 ottobre 2015 | 11:16

Robin Raven, dell’Economist: conviene investire in un’app solo se si ha già un pubblico fedele. E la piattaforma deve essere gratuita

Le app dell’Economist sembrano essere molto promettenti. A un anno dal lancio, lo scorso novembre, l’applicazione ‘Espresso’ è stata scaricata circa 860 mila volte. La sua funzione è quella di mandare le principali notizie giornaliere agli utenti. Il progetto – dice The Media Briefing – si inserisce nella più grande strategia di espansione del giornale, per cercare di attirare un’audience moderna. Una seconda novità è ‘Global Business Review’, prodotto che ha lo scopo di rendere il contenuto dell’Economist disponibile a lettori che in precedenza non avrebbero potuto accedervi.

Da dove viene acquistata l’app ‘Global Business Review’ (foto da Twitter)

Le app stanno anche portando effetti positivi al modello di abbonamento della rivista. Ma quando si è parlato di soluzioni digitali, durante un convegno che aveva come tema la monetizzazione dei media (il MoMe 2015), il consiglio dell’Economist vp of product in digital solutions, Robin Raven, è stato “Non costruite un’app. Seriamente. Questo avvertimento arriva direttamente da Benedict Evans (consulente nell’editoria digitale e mobile). La sua regola del pollice è la seguente: se il vostro brand non è grande abbastanza perchè gli utenti decidano di guardarlo sullo schermo del telefono, non costruite un’app”. Tradotto: un piccolo editore che sta cercando un modo per aumentare i suoi ricavi, non dovrebbe investire nell’implementazione di un’applicazione, perché il comportamento abituale dell’audience è cercare nuove fonti continuamente, e un recinto ristretto come quello di un’app potrebbe essere controproducente, a meno che non ci si sia già costruiti un proprio pubblico fedele.

Robin Raven, vp of product in digital solutions dell’Economist (foto da monetisingmedia.com)

“Per noi – continua Raven – quasi tutti i nostri strumenti cercano di far transitare chi legge verso l’abbonamento all’Economist. Tutto porta lì”. E questo, secondo il vp, è importantissimo. Da non sottovalutare i problemi, primo tra tutti la monetizzazione. Raven crede che sia preferibile consegnare ai lettori un’app gratuita: “Serve per permettere loro di scoprire il valore del prodotto e renderlo parte delle proprie abitudini quotidiane. Ciò che noi cerchiamo di creare sono prodotti che costruiscono consuetudine”. Resta da vedere se il modello adottato dall’Economist funzioni.