30 ottobre 2015 | 18:15

Freccero a tutto campo: Varoufakis da Fazio? Non uno spreco, ma un investimento. E sul canone in bolletta: una legge falsa se poi serve per abbassare le tasse

“La retorica della casta e dello spreco è una retorica ottusa. Bisognerebbe cancellare questi termini dal vocabolario e reintrodurre la parola ‘investimenti’”. Il consigliere Rai Carlo Freccero in un’intervista pubblicata oggi su Repubblica difende la scelta di pagare l’ex ministro Varoufakis per il suo intervento a ‘Che tempo che fa’. La Rai, spiega Freccero, attualmente non si sostiene col canone, ma con la pubblicità e “ci sono programmi che con i loro introiti pagano tutti gli altri. Quello di Fazio è uno di questi, per questo i suoi costi non possono essere considerati uscite o sprechi, ma investimenti. Nel mondo reale si investe per guadagnare. È nel campo della finanza che si pensa solo a tagliare i costi”.

Carlo Freccero (foto Olycom)

Inevitabile anche un richiamo alle produzioni esterne che, spiega il consigliere eletto con i voti dei 5 Stelle, esistono “per aggirare il partito Rai e la censura. La produzione Endemol per Fazio è stata un’idea geniale di Marco Bassetti: Fazio era in difficoltà perché considerato di sinistra e Bassetti ebbe l’idea: gli disse ‘ti produco io, ti copro sul piano politico, e tu puoi fare il programma’”.

La Bbc non ha pagato Varoufakis? “Perché ha un brand forte”, aggiunge. “La televisione è matematica. Se Rai avesse il brand della Bbc, sarebbe venuto gratis anche da noi”.

Sulla poca forza del marchio Rai, Freccero è poi tornato anche nel corso di un intervento a 24 Mattino, su Radio 24. “Noi siamo degli straccioni”, ha detto, “Bisogna dire la verità e giocare a carte scoperte: la Rai in questi anni è stata stuprata, non è più la Rai degli anni Sessanta che era un fiore all’occhiello”.

Il consigliere Rai non ha poi risparmiato critiche alla tanto discussa decisione del governo di inserire il canone in bolletta, esprimendo tutte le sue perplessità non tanto in relazione alle modalità di riscossione, quanto piuttosto a come verranno impiegati i proventi. “Mettere il canone in bolletta per poi finanziare con i ricavi il fondo per abbassare le tasse è un modo di fare una legge falsa. L’idea del canone in bolletta mi aveva colpito molto, ma poi quando sento che i soldi sono destinati per altre cose, significa fare il gioco delle tre carte, e allora mi incazzo veramente”. E quindi se uno fa ricorso ha ragione? “Sì – continua Freccero – perché se il canone serve per tassare altre cose in modo indiretto è gravissimo. Io trovo che il canone in bolletta sia una cosa normalissima, quello che contesto è di destinare i soldi per altre cose, come gli 80 euro”.