30 ottobre 2015 | 17:30

Nel 2015 oltre mille miliardi di euro di consumi nel settore del luxury: il retail copre il 34% del mercato. In crescita i canali online

Il mercato dei beni di lusso si dimostra più forte di ogni congiuntura critica e prosegue quest’anno il suo trend positivo iniziato nel 2010, dopo l’arresto del 2009. Considerando anche il settore dell’Arte, preso in esame quest’anno per la prima volta, ha superato nel 2015 la soglia dei 1.000 miliardi di Euro. A cambi correnti, la crescita dei consumi del comparto personal luxury si attesta intorno al 13% – riporta un comunicato – per un valore complessivo di 253 miliardi di Euro.

Si tratta di una crescita che troverà riscontro nei bilanci di fine anno delle imprese europee. In termini reali, la crescita dei consumi 2015 sarà pari al 2%. Ad eccezione della Russia, buone notizie giungono dai principali mercati geografici, con l’Europa che cresce del 5% a tassi costanti, e il Giappone che si conferma campione di crescita (+9%) grazie ad una nuova consumer confidence locale e al turismo cinese. Stabile l’America (0%). Il mercato Mainland China è in lieve calo (-2%), ma quella cinese resta la nazionalità dominante per i consumi del lusso con una quota del 31% del totale mondiale e di cui beneficiano più di tutti Giappone, Corea ed Europa.

Relativamente ai canali di vendita, il retail continua a guadagnare quote raggiungendo un 34% del totale mercato nel 2015 (+20%). In forte crescita anche i canali online (+40%) e outlet (+35%). La gioielleria (+6%) è la categoria di prodotto in maggiore crescita, considerata un investimento sicuro da parte dei consumatori di tutto il mondo, seguita dalle calzature (+4%). In calo gli orologi (-6%), crescono moderatamente le altre categorie.

A conferma del fatto che i flussi turistici sono sempre più importanti per la geografia dei consumi, l’Italia vanta nei primi 9 mesi dell’anno un poderoso aumento del tax free shopping del 19% rispetto allo stesso periodo del 2014, ma le crescite in doppia cifra sono registrate anche dai principali mercati europei, ad eccezione della Gran Bretagna, che sconta l’effetto valuta. Le previsioni per il 2016 parlano di una crescita commisurata alla ‘nuova normalità’ dei consumi globali dell’alto di gamma, con una media di incremento stimata intorno al +3 / +3,5%.

Nella tavola rotonda che ha seguito la presentazione degli studi, i risultati sono stati commentati da Armando Branchini (fondazione Altagamma), Claudia D’Arpizio (Bain&Company), Matteo Lunelli (Cantine Ferrari), Claudio Luti (Kartell), Vittorio Ogliengo (UniCredit), Laudomia Pucci (Emilio Pucci), Giovanni Tamburi (Tamburi Investment Partners), Francesco Trapani (Clessidra SGR), Giovanna Vitelli (Azimut Benetti).

Secondo Armando Branchini, vice-presidente di fondazione Altagamma “il superamento della soglia dei mille miliardi di Euro di consumi mondiali è una pietra miliare per la nostra industria. Le imprese europee faranno quest’anno ottimi bilanci, ma la moderazione si impone: la crescita reale è contenuta e lo sarà anche nel 2016. Una situazione di crescita moderata richiede alle imprese di riconsiderare in modo significativo le strategie di investimento: perseguire la crescita organica, grande disciplina sull’uso della liquidità, riduzione del costo del capitale.”