Protagonisti del mese

03 novembre 2015 | 18:48

È opinione generale? No, solo dei media

“Il rapporto tra sindacato e media non è ai migliori livelli di sintonia”, lo afferma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. “Mi pare che ci sia una scarsa pluralità e poca differenziazione degli orientamenti della grande stampa”, dice. “Si va per campagne di delegittimazione che sono spesso ispirate dal governo, o da scelte del governo, e seguite da tutti. Toni che sarebbe più facile immaginare provenienti da organi d’informazione del centrodestra o riferiti a specifici contenziosi. Invece, oggi si trovano spalmati su tutta la stampa nazionale e, in molti casi, anche sulla televisione. Con situazioni davvero fastidiose”.

Susanna Camusso

“Forse bisognerebbe farsi una domanda riguardo all’informazione e all’orientamento delle persone”, aggiunge la leader sindacale. “Quando parli in giro o quando ti confronti con il voto dei lavoratori, come in occasione delle elezioni delle rappresentanze sindacali nelle aziende dove si vota oltre il 90% dei lavoratori, non emerge tutta questa corrispondenza tra quanto scrivono i giornali e quanto pensano le persone”.

“Insomma”, aggiunge Camusso, “ci andrei piano nel ritenere che la stampa dia una rappresentazione reale del pensiero del Paese. Quello che scrivono i giornali riflette il pensiero di opera nella ‘grande’ informazione e, a essere sinceri, a volte sembra di essere più sul piano della propaganda che dell’informazione”.

E il Jobs Act? “Il Jobs Act”, risponde Camusso, “è passato sulla scia delle continue richieste di fiducia da parte del governo, non perché vi sia stata una reale discussione sul valore e sul senso del lavoro, sugli strumenti perché vi si possa accedere, su quelli che devono permettere a tutti di avere una condizione lavorativa di rispetto e dignità”.

 

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 465 – Ottobre 2015