03 novembre 2015 | 10:38

Si sblocca la rottamazione delle tv locali: sul sito del ministero dello Sviluppo pubblicate le procedure da seguire per ottenere gli indennizzi

Importanti novità riguardo la rottamazione delle frequenze televisive assegnate alle tv locali. Come si può leggere su ‘Il Sole 24 ore’, sul sito del ministero dello Sviluppo sono state pubblicate le procedure per le domande che le 144 tv locali, che trasmettono su 76 frequenze, potranno inoltrare entro il primo dicembre per gli indennizzi riservati a chi ‘libererà’ volontariamente tali frequenze.

Il budget disponibile è di poco superiore ai 50 milioni di euro, molti di più rispetto ai 20 stanziati inizialmente.
“Da oggi parte concretamente – afferma Antonello Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni – il percorso di riforma dell’emittenza locale. Iniziamo a risolvere il problema delle interferenze con i paesi confinanti per riportare l’Italia nella legittimità internazionale”.

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

Lo ‘sblocco’ di tali frequenze permetterà, tra alcune settimane, di approvare i bandi per assegnare alle tv locali le frequenze nazionali disponibili: uno per gli operatori di rete, l’altro per gli editori di contenuti.
Vi è però un retroscena. Giacomelli ringrazia l’Agcom, “che ha dato al ministero la possibilità di utilizzare maggiori risorse, consentendo di aumentare la capacità trasmissiva a disposizione delle emittenti locali”. Da mesi è in corso un braccio di ferro tra Agcom e ministero sulle frequenze da mettere in gara. L’Agcom, con la delibera 480 del 2014, non ha pianificato in tutte le regioni le frequenze disponibili. Il ministero ha scritto all’autorità avanzando alcuni quesiti che, in sostanza, tendevano a far aumentare il numero di frequenze da mettere a disposizione per il beauty contest degli operatori di rete. Fino alla lettera scritta dal presidente dell’Agcom, Marcello Cardani, a nome del consiglio, nella quale il ministero ha letto una dichiarazione di disponibilità dell’autorità a far includere il diritto d’uso sulle frequenze disponibili in tutte le regioni.

L’Agcom, in realtà, ha scritto: “abbiamo provato una metodologia alternativa che consente di andare nella direzione richiesta (dal ministero), anche se potrebbero esserci interferenze. Se il ministero vuole, vada avanti con tale metodologia, nonostante i nostri dubbi”. Il ministero andrà avanti, a quanto sembra. Anche se appare difficile che l’Agcom integri la sua delibera con altri diritti d’uso: questo potrebbe far nascere qualche contenzioso quando saranno assegnati i diritti d’uso sulle frequenze non inclusi nella revisione del piano approvata dall’Agcom.