03 novembre 2015 | 16:01

Avviato il processo di successione al New York Times. In pole il figlio del presidente ed editore Arthur O. Sulzberger Jr.

Il New York Times ha avviato il processo di successione.  L’annuncio arriva direttamente dal presidente ed editore Arthur O. Sulzberger Jr., discendente della famiglia che dal 1896 controlla il più influente quotidiano americano e che oggi detiene l’88% del pacchetto azionario, durante l’annuale riunione ‘State of the Times’. Sulzberger, 64 anni, secondo quanto si legge sull’Ansa, ha detto che la decisione di nominare un suo vice verrà realizzata entro il 2018 e questo vice successivamente assumerà tutte le sue responsabilità.

‘Pinch’, come è soprannominato Sulzberger per distinguerlo dal padre ‘Punch’, non ha fatto nomi, ma secondo indiscrezioni emerse sui media, la dinastia avrebbe avviato in agosto un severo “regime di addestramento” per tre membri della quinta generazione: sono Arthur Gregg ‘AG’ Sulzberger, il figlio di ‘Pinch’, il nipote David Perpich, laureato a Harvard che ha aiutato al lancio del paywall, e Sam Dolnick, figlio della cugina Lynn Golden Dolnick. Al momento, secondo fonti del settimanale New York, il 34enne ‘AG’ sarebbe in pole position dopo essersi fatto le ossa nella cronaca locale nel Midwest e nel West: in luglio è stato promosso associate editor.

Arthur O. Sulzberger Jr., presidente ed editore del New York Times

L’annuncio di Sulzberger ha fatto da cornice a un rapporto sullo stato del Times e sul futuro che attende il quotidiano: le misure considerate necessarie per garantire la sopravvivenza nel panorama generale della crisi dell’editoria includono l’allargamento dell’audience all’estero e delle offerte video, una reinvenzione dell’edizione a stampa e una espansione della gamma dei prodotti. Sulzberger, l’amministratore delegato Mark Thompson e il direttore esecutivo Dean Baquet hanno sottolineato la “necessità di sperimentare”, citando ad esempio il video in “realtà virtuale” che il magazine domenicale pubblicherà in collaborazione con Google. “Preferiamo che i nostri giornalisti si scusino piuttosto che chiederci il permesso”, ha detto Thompson, il britannico venuto dalla Bbc che tre anni fa è stato chiamato al Times per guidare l’espansione nel settore digitale.