Protagonisti del mese

04 novembre 2015 | 9:59

La nuova Audiradio muore prima di nascere

Tout se tien, come dicono i francesi, tutto torna. Upa e Sassoli de Bianchi stanno lavorando a un progetto che supererebbe l’attuale Auditel per diventare un’indagine multimediale e multicanale con l’ambizione di diventare una sorta di benchmark internazionale delle rilevazioni degli ascolti. Di fronte a un progetto di portata così ampia, le cui ricadute vanno ben oltre i confini televisivi, la prospettiva della nascita di una nuova Audiradio cambia radicalmente. Non è un caso quindi che i rappresentanti degli investitori pubblicitari abbiano disertato tutte le riunioni che Agcom ha convocato negli ultimi anni con gli editori. Almeno fino a quella del 20 ottobre.

Al tavolo, di fronte al capo della direzione contenuti audiovisivi dell’Authority Benedetta Alessia Liberatore, per Upa si è infatti presentato Raffaele Pastore. Attorno a lui i rappresentanti dei principali gruppi e associazioni di categoria con in mano cartelle piene di due anni e mezzo di lavori sul fronte metodologico e di possibili scenari di governance che attendevano solo di essere valutati. I preparativi erano stati lunghi, le posizioni definite da tempo e conosciute da tutti. Così com’era chiara all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e ai radiofonici l’esigenza di superare i limiti dell’attuale rilevazione degli ascolti per varare un nuovo soggetto. Evitando di ripetere gli errori che nel settembre 2010 avevano portato al fallimento della vecchia Audiradio. Morta ufficialmente per “errori nella metodologia di estrazione del campione utilizzato, gravità tale da inficiare l’attendibilità dei dati d’ascolto”, in realtà per rapporti di forza squilibrati all’interno della governance.

Nell’incontro del 20 ottobre quando Upa ha preso la parola è calato il gelo. Per cominciare un cammino comune l’associazione che rappresenta i grandi investitori pubblicitari ha infatti posto come condizione la maggioranza nel pacchetto societario della nuova Audiradio. Apriti cielo!  (…)

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 465 – Ottobre 2015