Protagonisti del mese

04 novembre 2015 | 9:56

Difendere il presente pensando a come cambiare il futuro

Upa, che per statuto gioca il ruolo di garante all’interno di Auditel, in questi giorni ha fatto da pompiere, invitando i vari soci, soprattutto quelli televisivi, a evitare polemiche e azioni che sarebbero state dannose e destabilizzanti per tutti. Ma è ufficiale da mesi come l’associazione degli spender stia portando avanti il progetto della quotazione in Borsa di Auditel. L’idea è quella di trasformare nel tempo l’indagine monomediale sulla tivù in una più efficiente e avanzata, multimediale e multicanale, capace di leggere le nuovi abitudini di fruizione

Qualcuno l’ha battezzato Audigate, qualcun altro, andando più nel merito delle responsabilità, si è inventato Nielsengate. La fase calda è finita, ma nella industry della comunicazione rimane al centro delle discussioni il ‘caso’ innescato dalla mail che, mal spedita da un incauto operatore della Nielsen (che come è noto svolge il servizio per Auditel), ha svelato alle famiglie del meter i nomi degli altri componenti del panel, rompendo il fondamentale dogma della segretezza. La vicenda è vissuta in maniera ambivalente dalle istituzioni di riferimento e dal mercato. Per qualcuno è stato soltanto un incidente a cui porre rapidamente rimedio. Per qualcun altro si è trattato di una sorta di terremoto che ha messo in discussione la complessiva credibilità della ricerca e ora andrebbe colta l’occasione per pensare seriamente a come riformarla più in profondità.

Come ha reagito il sistema, intanto, per porre riparo al problema è risaputo. A metà ottobre c’è stata una prima riunione del consiglio di amministrazione di Auditel alla presenza del grande capo mondiale della Nielsen. “Qualcosa di simile è già successo in Turchia e in Messico, sappiamo cosa fare…”, avrebbe più o meno garantito il manager. Prospettando una soluzione ponte e un ricambio il più possibile veloce dell’intero campione. Auditel a quel punto ha deciso una sosta nella pubblicazione del dato. Per quindici giorni i risultati delle rilevazioni li hanno ricevuti solo le tivù, usandoli per le loro politiche editoriali e non per quelle commerciali. Come è andata a finire? Ha vinto l’ipotesi più gettonata. Tutto tornerà più o meno come prima in tempi ragionevoli. Una lunga fermata ai box sarebbe stata rischiosa. La storia recente annovera il caso della lunga interruzione di Audipress con il suo ritorno in pista dopo quasi due anni con un altro impianto (per molti non completamente convincente). E racconta pure come non si sia mai ripresa dal coma Audiradio, sostituita poi da un’altra indagine. Ebbene, la condizione decisiva per far sì che le cose si potessero aggiustare è stata che Nielsen mettendo mano senza riserve al portafogli ha assicurato che si sarebbe arrivati all’inevitabile swap totale del campione (qualcuno ha stimato che serviranno almeno una decina di milioni solo a questo scopo) entro il 30 maggio del 2016. Di più, il consiglio di amministrazione di Auditel riunito il 27 ottobre ha confermato che rimane obiettivo fondamentale della società quello di ampliare il campione a 15.520 famiglie entro luglio dell’anno prossimo.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 465 – Ottobre 2015