04 novembre 2015 | 8:31

Vatileaks. Il Papa amareggiato: “Serpenti velenosi attaccano popolo in cammino”. Ecco chi sono i protagonisti del caso

(HuffPost Italia)  Papa Francesco è “amareggiato” per Vatileaks 2, ma non per questo si vuole certo fermare. Come non si ferma l’inchiesta della Gendarmeria vaticana che ha fatto oggi altri interrogatori.

Anzi, Bergoglio rilancia: nelle letture del Vangelo di oggi “Cristo si paragona al ‘serpente innalzato’”, secondo un’immagine che “rimanda all’episodio dei serpenti velenosi”, che nel deserto “attaccavano il popolo in cammino”.
Commentandole, di fronte a cardinali, vescovi, e tanti esponenti di Curia riuniti in San Pietro per la messa per i prelati defunti, Francesco ha detto: “Gli israeliti morsi dai serpenti, rimanevano in vita se guardavano il serpente di bronzo che Mosè aveva innalzato su un’asta”, “un serpente salvava dai serpenti”, e la “stessa logica è presente nella croce” di Cristo, ha detto per significare che l’odio si vive con l’amore.

E’ dunque “amareggiato” Francesco dall’intera vicenda dei nuovi “corvi”, dalla Vatileaks 2 che si è sollevata come una fortissima bufera in questi giorni con gli arresti del segretario della Prefettura per gli Affari economici, mons. Lucio Vallejo Balda, e dell’ex consulente vaticana Francesca Immacolata Chaouqui. Chi ha potuto parlargli in queste ore in cui il Vaticano, a tre anni e mezzo dalla vicenda dell’ex maggiordomo infedele Paolo Gabriele, vede di nuovo degli arresti per la sottrazione di documenti riservati, lo ha descritto “molto dispiaciuto”. Subito, hanno aggiunto i suoi collaboratori, “lui ha sempre la capacità di reagire e guardare positivamente avanti”.

Il dispiacere, insomma, non è demoralizzazione. Non è nello spirito di Bergoglio. Già sulla vicenda Vatileaks disse chiaramente: “E’ un grosso problema, ma non mi sono spaventato”. Anche questa volta, il Papa non teme “i lupi”, approva gli sviluppi di questi giorni perché si faccia chiarezza e pulizia.

Ma quello che colpisce nel profondo Francesco è l’aspetto di tradimento verso il servizio. Traspare anche nelle parole che ha usato nell’omelia di oggi, parlando proprio del servizio dei pastori. “Chi serve e dona – ha scandito – sembra un perdente agli occhi del mondo” ma “chi serve salva”. “Al contrario – ha aggiunto -, chi non vive per servire, non serve per vivere”. Il faro, ha detto, è “la logica presente nella croce” di Cristo.

“Anche ai nostri occhi la morte sempre appare buia e angosciante – era la premessa -. Gesù però non l’ha fuggita, ma l’ha presa pienamente su di sé con tutte le sue contraddizioni”. Per cui “noi – ha proseguito Francesco -, guardando a lui, credendo in lui, veniamo salvati da lui”. E’ lo stile di Dio, “che ci salva servendoci e annientandosi” e “ha molto da insegnarci”. “Noi – è stata la conclusione di Francesco – ci aspetteremmo una vittoria divina trionfante; Gesù invece ci mostra una vittoria umilissima. Innalzato sulla croce, lascia che il male e la morte si accaniscano contro di lui mentre continua ad amare”. “Dio – ha sottolineato – ama fino alla fine”.

Intanto l’inchiesta non si ferma: gli inquirenti vaticani hanno ascoltato oggi altre persone informate sui fatti, in particolare laici. Il lavoro procede così con la raccolta di ulteriori informazioni da soggetti non indagati. Ma oltre a queste persone, è stata nuovamente interrogata Francesca Chaouqui, che come mons. Vallejo Balda è stata arrestata nell’inchiesta sui presunti “corvi” in Vaticano e sulla fuga di documenti. L’ex consulente vaticana è stata interrogata oggi per alcune ore: sono stati gli uomini della Gendarmeria a raccogliere la nuova deposizione dell’indagata, che ieri era stata rimessa in libertà dopo il precedente stato d’arresto. Da parte sua, Chaouqui ha scritto su Facebook che lei non è il un “corvo, non ho tradito il Papa. Non ho mai dato fogli a nessuno. Mai a nessuno”.

Infine, gli ambienti vicini al Papa emerito Benedetto XVI, il cui pontificato fu colpito durante il caso “Vatileaks 1″, preferiscono non commentare la nuova vicenda senza sottolineare se papa Ratzinger ne conosca i contorni.

MONS, GALANTINO: “PAPA NON E’ AMAREGGIATO” – “E’ un attacco alla Chiesa ma non saprei da dove viene. Sicuramente a qualcuno sta facendo paura il processo di rinnovamento che Papa Francesco sta portando avanti. Ho incontrato il Santo Padre domenica scorsa, abbiamo parlato di altro e non di questo ma il Papa non mi è sembrato particolarmente amareggiato, mi metto nei suoi panni: qualsiasi figlio della Chiesa davanti a questi attacchi concentrici non può rimanere indifferente”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, a Tv2000 e inBlu Radio, commentando il nuovo caso Vatileaks.

CHAOUQUI: “NON HO TRADITO IL PAPA” – Su Twitter, la PR e lobbista Francesca Immacolata Chaouqu scrive: “Non sono un corvo”. E in lungo post su Facebook ha ribadito di non aver rilasciato alcuna intervista: “Ho piena fiducia nell’attività degli inquirenti: a loro stabilire la verità. Ai giudici il compito di fare giustizia. Io per quello che puó servire sono a loro completa e totale disposizione”

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/03/papa-vatileaks-2_n_8462898.html

I libri di Nuzzi e Fittipaldi

I libri di Nuzzi e Fittipaldi

Vatileaks, chi sono i protagonisti del caso. Divulgazione di notizie e documenti riservati al centro del caso che agita la Santa Sede

(Wired)  Divulgazione di segreti non autorizzati, lotte di potere e tradimenti della fiducia accordata al papa: il secondo atto della vicenda Vatileaks ha davvero tutti i connotati del giallo che agita una Chiesa che ha da poco archiviato, nell’ordine, il Sinodo, le indiscrezioni, infondate, sulle condizioni di salute del papa e le esplosive rivelazioni di monsignor Charamsa.

Nel caso che ha però visto l’arresto di monsignor Luis Angel Vallejo Balda, e della pr Francesca Immacolata Chaouqui, poi rilasciata, siamo nell’ambito di una vicenda giudiziaria, che ha visto la gendarmeria vaticana svolgere, per diversi mesi, indagini sulla sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati. Notizie e documenti finiti in libri di prossima pubblicazione, che il Vaticano stigmatizza e definisce pubblicazioni che “non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose”. Ma chi sono i protagonisti di questa vicenda, al cui centro c’è un reato, quello della divulgazione di notizie e documenti, previsto dalla legge dello Stato della città del Vaticano?

La lobbista
Francesca Immacolata Chaouqui sale alla ribalta nel 2013 quando viene nominata, unica donna, tra gli otto membri della Commissione referente sui dicasteri economici della Santa Sede: obiettivo dell’organismo istituito da papa Francesco, una revisione e un riordino degli uffici e dei conti.

Nata in Calabria, in un paese della provincia di Cosenza, laureatasi a Roma in giurisprudenza, nel suo cv annovera trascorsi in studi legali di alto livello della capitale, anche a livello internazionale; successivamente, si iscrive anche alla Ferpi, la federazione dei professionisti delle relazioni pubbliche. Come raccontato in una lunga conversazione con l’Espresso, la chiamata diretta in Vaticano arriva dopo “la telefonata di monsignor Lucio Vallejo Balda, segretario della Prefettura per gli Affari economici, spagnolo e Opus Dei. Lo conoscevo, è il miglior economo che la chiesa abbia mai avuto in tutto il mondo: ‘Potresti essere candidata al comitato referente sui dicasteri economici della Santa Sede. Mandami il tuo curriculum‘. Succede così. E vengo nominata. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, apprende della commissione e dei suoi componenti solo all’ufficializzazione del chirografo, l’atto con cui papa Francesco ci nomina”.

Il prelato
Nato nel 1961, ordinatosi nel 1987, nella formazione di Vallejo Balda, studi filosofici-teologici presso il seminario diocesano maggiore di Logroño e la facoltà di teologia del Nord della Spagna, a Burgos. Anche un dottorato, per lui, presso la Pontificia Università di Salamanca. Poi, un lungo cursus honorum che lo vede, educatore e professore, amministratore generale del vescovato di Astorga, segretario del consiglio diocesano degli affari economici e parroco di 13 parrocchie. Nel 2011, sotto Benedetto XVI è nominato nuovo segretario della prefettura degli affari Economici della Santa Sede. Sotto Bergoglio, è segretario della prefettura degli affari economici e della commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea).

I giornalisti
Via Crucis di Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi; sono questi i testi a cui il Vaticano fa riferimento quando parla dei “libri annunciati per i prossimi giorni” definendoli “frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata”. Nuzzi, nato nel 1969, scrittore e conduttore televisivo, dal settembre 2013 alla guida di Quarto Grado, è autore anche di Vaticano S.p.A. (2009), Metastasi (2010) e Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI (2012), già al centro del primo Vatileaks, con al centro il ruolo di Paolo Gabriele, aiutante di camera di Sua Santità. Fittipaldi, nato a Napoli nel 1974, giornalista dell’ Espresso, ha scritto anche per il Corriere e Il Mattino. Nel libro di Fittipaldi si parla di scandali finanziari vaticani; in quello di Nuzzi della difficile lotta di Papa Francesco per cambiare la chiesa tra documenti e registrazione inedite. Escono entrambi il 5 novembre.

Il pontefice
Un altro pesante colpo per Bergoglio, il papa venuto dall’Argentina e salito al soglio dopo lo choc della rinuncia di Ratzinger: difficile, per diversi analisti, non ravvisare nei fatti degli ultimi tempi attacchi delle forze ostili al cambiamento. Di certo in questo caso la velocità di reazione non è mancata ma che alla lunga il tutto possa logorare il pontefice è un rischio evidente.

http://www.wired.it/attualita/politica/2015/11/03/vatileaks-protagonisti-caso/