04 novembre 2015 | 11:39

Muccino definisce su Facebook Pasolini un regista senza stile. Il web insorge

Il 2 novembre scorso sono stati ricordati i 40 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore e regista italiano e, tra i tanti commenti che si sono letti in rete, non sono passati inosservati quelli di Gabriele Muccino. Il noto regista italiano, andando controcorrente, ha affidato a Facebook il proprio pensiero, ricevendo in risposta molti commenti negativi.

“Ho criticato il Pasolini regista che ha di fatto impoverito e sgrammaticato il linguaggio cinematografico dell’epoca (altissimo sia in Italia che nel resto del mondo). Per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore, ho sempre pensato che Pasolini regista fosse fuori posto, anzi, semplicemente un ‘non regista’ che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava. Non bastaessere scrittori per trasformarsi in registi”.

Il post di Gabriele Muccino su Facebook (foto www.meltybuzz.it)

Data l’enorme quantità di commenti negativi ricevuti in risposta, ecco la decisione di chiudere il proprio profilo Facebook, sul quale era molto attivo. Nel suo ultimo post, riporta l’Huffington Post, scrive: “Tutti in fila… uno due, uno due… e chi non la pensa come voi, olio di ricino. Ma per favore popolo di Facebook che insulta prima ancora di leggere e cercare di comprendere quello che io ho veramente scritto e non ha mai voluto l’ambizione di trovare consenso o condivisione ma solo di essere raccontato. E’ ancora un nostro diritto dire cosa pensiamo? A quanto pare no. Meglio dare del mediocre, dell’arrogante, della nullità, insulti a destra e a manca, una sassaiola da vandalismo intellettuale contro colui che ha osato dire che forse la terra non era al centro dell’Universo. Non mi scalfisce ciò che leggo, ma il giudizio che esce fuori con tanta rabbia e violenza. Il giudizio che inconsapevolmente date di voi stessi e della violenza che esternate e che non era affatto presente in quanto da me scritto”.