04 novembre 2015 | 18:25

Pancini di Auditel: ancora per molti anni domineranno le reti generaliste, ma crescono anche i nuovi modelli di fruizione

“Ad oggi i sistemi non hanno identificato alcuna anomalia. Qualcuno potrebbe dire tanto rumore per nulla, ma non è mai nulla quando ci sono rischi di inquinamento. Noi questo rischio non abbiamo voluto correrlo”. Lo ha detto il direttore generale di Auditel, Walter Pancini, parlando, nel corso di un’audizione in Commissione di Vigilanza Rai, della sospensione della diffusione dei dati d’ascolto dopo il cosiddetto Audigate, l’incidente nelle scorse settimane che ha portato allo svelamento di buona parte dei nominativi delle famiglie che compongono il panel di riferimento per la rilevazione degli ascolti.

Walter Pancini, direttore generale di Auditel

Walter Pancini, direttore generale di Auditel

Come riporta Ansa, Pancini ha parlato anche del superpanel: “Abbiamo lanciato il superpanel nel giugno scorso, l’obiettivo era concludere l’operazione a luglio e quell’obiettivo sarà rispettato”. “Quando si costruisce un panel di queste dimensioni, ha proseguito il direttore generale di Auditel, non è una passeggiata e per questo abbiamo messo al lavoro aziende come Nielsen e Ipsos. Dobbiamo fare un lavoro imponente, le famiglie ipoteticamente inquinate andranno a perdersi nel giro di pochi mesi e abbiamo introdotto un sistema di intercettazione di eventuali comportamenti scorretti”.
Le metodologie di rilevazione con il superpanel “sono le stesse e seguono le best practice internazionali. L’operazione ha imposto un nuovo meter che rileva un ascolto di carattere familiare. E’ meno pesante di quello passato ed è più facile da utilizzare. Ogni membro della famiglia non è chiamato a riconoscersi al momento dell’ascolto”. Rispondendo alle domande dei commissari, Pancini ha spiegato che Auditel non intende pagare le famiglie, perché “guardare la televisione non è un lavoro è una scelta spontanea”. “Le compensiamo con un gesto di gentilezza di 40 euro l’anno – ha proseguito . Sento parlare di famiglie corrotte, ma questo non è giusto. L’incidente è stato causato da un operatore della Nielsen che ha compiuto un errore grave, ma che in sé è banale e non ha prodotto conseguenze importanti”.

Pancini ha sottolineato come “I dati annunciano che ancora per molti anni ci sarà una centralità delle reti generaliste, però la crescita forte dei nuovi modelli di fruizione è indice di un grande cambiamento e si farà sentire”.
“L’Italia è un po’ sulla coda della cometa tra i vari Paesi occidentali – ha aggiunto. Si tratta di capire se ci sarà, oltre alla base solida degli anziani che consumano tanti contenuti, un ritorno sugli altri device della fruizione di contenuti da parte dei giovani. C’è una prospettiva di cambiamento palpabile che può farsi sentire nell’arco di 5 anni”. Pancini, rispondendo alle domande dei parlamentari, ha spiegato che il sistema di rilevazione è molto accurato e che “sulle reti generaliste in prime time il margine di errore è del 2%”. Quanto alla diffusione dei dati, il manager ha sottolineato che “non possono essere forniti gratuitamente”, altrimenti l’Antitrust potrebbe opporsi, ma che “per ottenerli è sufficiente inoltrare una domanda a costi che possono essere anche molto limitati”.