05 novembre 2015 | 9:15

Il portavoce vaticano Padre Lombardi: Le rivelazioni di Vatileaks già superate da riforme del Papa. E sui libri di Nuzzi e Fittipaldi: in buona parte informazioni già note

(Repubblica.it)  Il Vaticano prova a voltare pagina. I documenti riservati, quelli di Vatileaks 2, pubblicati da Gianluigi Nuzzi nel libro Via crucis e da Emiliano Fittipaldi nel libro Avarizia per padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, sono “in buona parte” informazioni già note”. Lo dice in una lunga nota di riflessione per la Radio vaticana. E assicura: “Sono informazioni legate a una fase di lavoro ormai superata, grazie alle riforme volute dal Papa. Ma hanno il risultato, purtroppo in buona parte voluto, di creare l’impressione di un regno permanente della confusione, della non trasparenza se non addirittura del perseguimento di interessi particolari o scorretti”.

Padre Federico Lombardi con Papa Francesco (foto Olycom)

Lombardi è poi intervenuto sull’Ospedale Bambino Gesù, spigando che il consiglio di amministrazione è stato totalmente rinnovato. L’ospedale era finito nel mirino perché i soldi destinati ai pazienti sarebbero stati invece spesi per la ristrutturazione dell’attico del cardinal Bertone. E Lombardi ha annunciato che per garantire “trasparenza, solidarietà e innovazione” sono stati nominati sei consiglieri i cui nomi più noti sono quelli di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del ‘Corriere della Sera’, Anna Maria Tarantola, ex presidente Rai, e Maria Bianca Farina, manager di Poste italiane e nominata da Bergoglio nell’istituto vaticano per la prevenzione e il contrasto al riciclaggio. Gli altri tre sono Pietro Brunetti, ex manager Atm Milano, Caterina Sansone, della segreteria di Stato, e il diplomatico Antonio Zanardi Landi.

Nel corso del lungo intervento, il portavoce vaticano ha dichiarato che il Papa “è sereno”. Non si può dire che il Papa sia “sconfortato” dal’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto di monsignor Balda e di Francesca Chaouqui, ha detto Lombardi. “Il Vaticano non prende decisioni sulla base dei libri di Nuzzi e Fittipaldi. “Il Papa – ha poi scandito – sa benissimo cosa fare. Sa quale è la sua missione”. Lombardi ha aggiunto che l’inchiesta sulla fuga di documenti riservati dal Vaticano non registra “attualmente altri indagati”.

Il Vaticano, alle prese con Vaticanleaks 2, prova a fare luce su alcuni aspetti dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica. L’ufficio del promotore di giustizia presso il tribunale dello stato della città del Vaticano, a seguito di un rapporto dell’autorità di informazione finanziaria, nel mese di febbraio 2015 ha avviato le indagine relative ad operazioni di compravendita di titoli e transazioni riconducibili Gianpietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica Spa. Per questo ha chiesto la collaborazione a Italia e Svizzera, tramite rogatorie. Un episodio di “eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato” in cui sarebbe stata utilizzata l’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), alla quale Francesco ha assegnato motu proprio il ruolo di Banca centrale della Santa Sede. Si tratta di una struttura di coordinamento per gli affari economici e amministrativi, sorta di superministero vaticano dell’Economia.

Nel rapporto, di 33 pagine, si ipotizza che l’Apsa sia stata utilizzata da persone estranee al Vaticano, con eventuale complicità di personale Apsa, in violazione dei propri regolamenti. In particolare, gli investigatori finanziari vaticani hanno evidenziato un “portfolio” legato a Nattino, il cui contenuto – “oltre 2 milioni di euro” – sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio. Padre Lombardi ha fatto sapere che è stata richiesta una rogatoria su Apsa-Nattino. “Ribadisco di aver sempre operato nel pieno rispetto delle normative in vigore, con la massima trasparenza e correttezza. Sono ovviamente a disposizione delle Autorità competenti per fornire ogni chiarimento”, ha detto Nattino in merito alle indagini

Monsignor Scarano era contabile dell’Apsa, ma il rapporto si concentra in particolare sulla divisione che gestisce il portafoglio finanziario e le azioni del Vaticano. Le 33 pagine del rapporto degli inquirenti evidenziano infatti i business “estranei” al Vaticano attraverso la complicità del personale Apsa. L’inchiesta riguarda anche la Banca Finnat Euramerica SpA, fondata nel 1898 dalla famiglia Nattino. Prima finanziaria, poi commissionaria di Borsa, nel 1998 diventa banca, ha sede a Roma e filiali nella Capitale, a Milano e a Novi Ligure. Già nel 2014 era stato proprio monsigor Scarano – arrestato e da poco tornato in libertà -, a raccontare agli inquirenti “i sistemi” della Finnat. Scarano aveva accusato Giampietro Nattino di avere effettuato con la complicità dei dirigenti Apsa l’operazione di riciclaggio e manipolazione del mercato. In particolare, ad attirare l’attenzione degli inquirenti, c’è il “portfolio 339″ Apsa. Quattro conti separati in uso a Nattino e che il rapporto indica come di “dubbia provenienza e la destinazione finale dei fondi nella chiusura del portafoglio 339 è dubbia”.

L’inchiesta Ior. Intanto arriva a conclusione l’inchiesta sullo Ior. La procura di Roma ha accertato che per 40 anni, cioè fino al 2011, lo Ior, banca vaticana, ha operato in Italia senza essere autorizzata. Ora l’ex direttore generale Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli rischiano ora di finire sotto processo. Quattro anni fa Bankitalia impose a tutti gli undici istituti di credito di considerare lo Ior, con cui avevano rapporti alla stregua di una banca extracomunitaria. E dopo quell’anno i conti correnti accesi nelle banche italiane vennero trasferiti presso strutture estere.

http://www.repubblica.it/vaticano/2015/11/04/news/vaticano_aif_apsa-126608277/?ref=HREA-1