05 novembre 2015 | 16:59

Botta e risposta tra editori e sindacati degli edicolanti, che confermano la legittimità dell’operazione ‘LeggieVendi’

Dopo che, con una lettera diffusa il 3 novembre, la Fieg ha preso posizione contro l’iniziativa ‘VendieLeggi‘, sostenendo che  “presenta vari profili di illiceità”,  le organizzazioni sindacali degli edicolanti (Snag, Sinagi e Usiagi) ribadiscono in un comunicato la regolarità dell’operazione, sottolineando la loro disponibilità a un confronto con gli editori per affrontare i problemi del settore e della sopravvivenza dei 29mila punti vendita che ancora operano in Italia.

Armando Abbiati, segretario Snag Confcommercio

Ecco la risposta degli degli edicolanti

Con riferimento alla dedotta illegittimità di ‘LeggieVendi’, le principali sigle sindacali degli edicolanti Snag, Sinagi e Usiagi intendono precisare che tale operazione in nulla viola l’Accordo Nazionale e tantomeno normative nazionali e fiscali vigenti. Nello specifico, si precisa che il rispetto del principio della parità di trattamento avviene, da parte degli edicolanti, nel momento stesso in cui pongono in vendita tutto il prodotto editoriale distribuito; la successiva circostanza, di messa in vendita del prodotto usato, non rappresenta alcuna violazione del principio già garantito ma, al contrario, consentirà al cliente di poter scegliere anche il prodotto “usato”.

Non corrisponde a verità nemmeno l’assunto di un danno agli editori poiché il cliente fidelizzato manterrà il suo interesse ad acquistarlo e a conservarlo, mentre sarà eventualmente potenziata la possibilità di farlo acquistare a nuovi clienti al prezzo scontato dell’usato.
Certamente, la distorsione di “restituzione in resa delle copie delle pubblicazioni oggetto dell’iniziativa”, da parte dell’edicolante, è valutabile ma non è la modalità indicata e tanto meno avallata dalle sigle sindacali: ‘LeggieVendi’ è un’operazione di marketing imprenditoriale pulita e trasparente conforme alle normative vigenti ed è pensata per riportare in edicola quei clienti che si sono, da anni, allontanati, per il canale più economico degli abbonamenti cartacei e on line.

Ulteriormente, si precisa che l’unico luogo in cui i prodotti editoriali vengono letti, senza essere acquistati, sono i supermercati (GDO) che poi li rendono con il beneplacito degli editori e dei distributori, quando è invece evidente che gli edicolanti non avrebbero alcun interesse economico nel proporli in lettura ai propri clienti. Infine, per i prodotti editoriali oggetto dell’operazione, che dovessero rimanere giacenti in edicola, ipotesi solo residuale, è già stato previsto, in ossequio alla normativa fiscale, che vengano portati al macero: la stessa modalità utilizzata per le pubblicazioni scadute per le quali non è più possibile la resa.

In conclusione, sorprende la reazione della Federazione Editori, che interviene invocando il rispetto della normativa dell’Accordo Nazionale quando, da tempo, non ne garantisce l’applicazione (consentendo l’imposizione di costi di portatura non dovuti e di contratti capestro, da parte dei distributori locali) legittimando un sistema di monopolio di fatto senza regole; così come sorprende che il Fenagi accusi e censuri, manifestando un attento e anomalo interesse per tutti i soggetti della filiera fatta eccezione per le edicole.

Snag, Sinagi e Usiagi ribadiscono sin d’ora la disponibilità per un importante confronto poiché ritengono che la salvaguardia del diritto costituzionalmente garantito all’Informazione e della sopravvivenza dei 29.000 punti vendita ancora esistenti e delle rispettive famiglie, meritino l’attenzione di tutti i soggetti della filiera.

SINAGI aff. SLC-CGIL – Giuseppe Marchica
SNAG-Confcommercio – Armando Abbiati
USIAGI-UGL – Aldo Romeo